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La valle ricca di geni

venerdì, 1 aprile 2005

 
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Studiare una popolazione, decifrarne il codice genetico, ricavarne vantaggi nella cura di determinate malattie: è quello che accadde qualche anno fa per l’Islanda. E che accade ora in Val Borbera, piccola valle piemontese, in provincia di Alessandria, al confine con la Liguria.
Daniela Toniolo e Clara Camaschella dell’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano capitaneranno una squadra di genetisti che dovrà studiare e catalogare il codice genetico di questa popolazione (circa 2000 abitanti) che, guarda un po’, rappresenta la piccola Islanda italiana.

Questa zona è infatti rimasta piuttosto isolata nel corso dei secoli, sia per posizione geografica, che per i lunghi inverni, che hanno in pratica determinato una sorta di endogamia, favorendo la conservazione di un patrimonio genetico pressoché identico a quello – diciamo – “originale”.
Il lavoro che l’equipe si trova di fronte è uno dei più complessi: creare un archivio con tutti i dati ricavati richiede tantissimo tempo ed una più che attenta ricerca d’archivi, partendo da quelli parrocchiali (gli unici disponibili per il pre-unità d’Italia) e continuando con quelli municipali. Non solo, ma è necessaria la collaborazione da più parti, medici locali in primis.

Al termine del lavoro si potrà quasi sicuramente capire qualcosa di più sul genoma umano. E si potranno ad esempio creare farmaci mirati alla cura di certi tipi di malattie, partendo da un percorso che prende in questo caso più che mai in considerazione l’ereditarietà.



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