Visti per voi
mercoledì, 10 agosto 2005
Emozionale per molti versi. Un esercizio di stile per molti altri. In 25 minuti
la regista Laurie Anderson regala sensazioni e suggestioni che non lasciano indifferenti. Un perfetto mix tra musiche ed immagini in un coinvolgimento totale dei sensi e in un’alternanza di quiete e tempesta che rapiscono la parte più recondita dello sterno. E’ forse anche questo il senso del titolo - suscettibile a tante interpretazioni - “Hidden in the mountains”, ‘nascosto tra le montagne’.
Hidden in the mountains partecipa al concorso video e con grande probabilità porterà a casa qualche premio o riconoscimento, o una menzione. La convinzione è che non passi inosservato, dal momento che il riscontro in termini di pubblico alla prima proiezione, la sera del 9 agosto 2005 al Palavideo di Muralto, è stato non da poco: sala piena zeppa e la direzione “costretta” a proporre fuori programma una seconda proiezione in coda alla prima. Presente in sala la regista Anderson.
Grande senso dell’arte e dell’estetica in questo lavoro: non a caso è stato commissionato dall’
EXPO 2005 di Aichi in Giappone (le parti ‘testuali del film sono in inglese e giapponese), dove starà sicuramente più a suo agio che nel contesto locarnese. “Hidden in the mountains” è confine tra il teatro e il cinema, forma dei gesti e gesti... Verrebbe da dire:
più arte che cinematografia. Ma la cinematografia non è forse un’arte?