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Quadro generale
La minoranza ladina occupa attualmente tre aree geografiche, che corrispondono alle tre principali varianti linguistiche: il cantone svizzero dei Grigioni (rumantsch), la Ladinia Dolomitica (ladìn) e il Friuli (furlàn). Le tre zone rappresentano la parte residuale di un più vasto territorio romanzo che si estendeva intorno al 1000 d.C. su di una regione compresa tra le sorgenti del Reno e l’Adriatico. Attualmente la minoranza ladina è composta da circa 770.000 individui così ripartiti: 40.000 nel Cantone dei Grigioni, 700.000 in Friuli, mentre 30.000 sono i Ladini dolomitici. Secondo i dati del censimento del 2001, i ladini residenti in Val di Fassa sono 7.553.

I ladini delle Dolomiti
La Ladinia dolomitica, cui fa riferimento la comunità virtuale attiva nel portale DiscoveryAlps, è rappresentata dall’ampia comunità stanziata nelle cinque vallate che si sviluppano intorno al massiccio del Sella, ove ancora oggi si parla una lingua di antica origine. Pur nella loro diversità, gli idiomi di Gardena, Badia, Fassa, Livinallongo e Ampezzo rappresentano varietà locali di una stessa lingua, il ladino, che ricopre una posizione autonoma nel quadro delle lingue romanze, o neo-latine.
La presenza di confini amministrativi non ha impedito il mantenimento di una coscienza linguistica e di un forte sentimento identitario, radicati, consolidati e  sostenuti da una fitta rete di associazioni, cui si è affiancata, nel corso degli ultimi decenni, l’opera di istituzioni e centri di ricerca.

Storia e vita comunitaria
Volgendo uno sguardo alla storia, vanno sottolineate le profonde trasformazioni che  l'economia, la società e lo stile di vita dei Ladini hanno vissuto nel corso dei secoli: un tempo le valli ladine erano povere e l’attività predominante era l'agricoltura. Oggi il quadro è radicalmente mutato e l’attività turistica, principale fonte di reddito, è divenuta il settore d’attività dominante, in grado di scandire i ritmi della vita sociale ed economica. Le stagioni sono ora strettamente legate al divenire dei flussi turistici e ci si è allontanati dai tempi dei cicli agricoli e dei ritmi della natura.
Agricoltura e artigianato però continuano ad esistere a ricoprire un ruolo fondamentale e soprattutto durante gli ultimi anni sono divenuti oggetto di interesse di un turismo nuovo, sensibile, e orientato alla cultura, alla tradizione e alla qualità della vita.

Il ladino oggi
Il ladino è riconosciuto come materia e lingua di insegnamento, ma solo nelle scuole superiori delle valli ladine è utilizzato per il 50% del tempo scolastico; al di fuori di questa realtà territoriale ad esso viene riservato solo una piccola porzione di tempo, insufficiente per il suo apprendimento. La lingua è comunque parlata nei paesi intorno al gruppo del Sella, nella Ladinia Dolomitica, ma certamente, per mantenerla nel corso delle generazioni, occorrerà rafforzare la sua presenza nel mondo della scuola.
Sul fronte della comunicazione, sono attivi numerosi media, locali e sovra locali, che attraverso la carta stampata, il web e una serie di programmi televisivi e radiofonici, contribuiscono all’uso dell’idioma. Basti pensare alla storica "Usc di Ladins" (La voce dei Ladini), giornale che coinvolge tutti i Ladini delle Dolomiti e che vanta una lunga tradizione: la sua fondazione risale infatti al 1949. Senza dimenticare l’attività di Rai Ladinia, che diffonde trasmissioni radiofoniche, e l’operato dei numerosi Istituti di Ricerca che operano per la conservazione e promozione del mondo linguistico-culturale ladino.

Sitografia
www.istladin.net
www.istitutoladino.org
www.micura.it
www.vejin.com
www.dolomitesladines.it

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