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Un'esposizione dedicata a Franz Dantone Pascalin, fotografo e pioniere del turismo dolomitico

Istitut Cultural Ladin Majon di Fascegn

giovedì, 29 ottobre 2009

 
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A cent’anni dalla morte di Franz Dantone Pascalin di Gries di Canazei, fotografo e pioniere del turismo dolomitico, l’artista fassano Claus Soraperra propone un’installazione artistica basata su alcune opere fotografiche del Pascalin.

Il progetto, denominato "Pascalin_Project", si prefissa l’obiettivo di ricordare Franz Dantone, “primo fotografo delle Dolomiti”, attraverso l’osservazione degli aspetti iconografici ed iconologici presenti nella sua produzione fotografica, rivisitandoli e presentandoli in chiave attuale e contemporanea. Il progetto non intende essere solamente un’esposizione di opere, ma anche e soprattutto uno spazio di riflessione e discussione aperto alla popolazione e ai rappresentanti della comunità ladina, e fassana in particolare.

Attraverso un’operazione di scomposizione e rilettura delle rappresentazioni fotografiche, immortalate nelle lastre del Pascalin oltre cento anni fa, si intende infatti ripercorrere e leggere in chiave critica i diversi mutamenti intercorsi nella società fassana, per capire “dov’è” e cercare di percepire “dove sta andando”.

L’installazione artistica, realizzata col sostegno dell’Istituto Culturale Ladino, del Comune di Canazei e della Frazione di Gries, verrà esposta presso il Museo Ladino di Fassa dal 2 al 7 novembre dove sarà aperta al pubblico dalle 15.00 alle 17.00, e sarà poi riproposta presso il Teatro Cinema Marmolada di Canazei.

Nel corso dell'inaugurazione, che ha avuto luogo sabato 31 ottobre presso il Museo Ladino a San Giovanni, si è tenuto un incontro-dibattito sulla situazione attuale della Val di Fassa, a cavallo fra “ladinità” e “ladinismo” e si è parlato dei momenti di vita del passato immortalati da Franz Dantone, attraverso i quali riflettere sul presente e sui pericoli rappresentati dal turismo e dalla globalizzazione, che rischiano di mandare alla deriva la cultura, la tradizione e l’identità ladina, strette nella morsa della mercificazione in nome del consumo turistico, trasformandole in spettacolo e in prodotto fine a se stesso.

L'evento ha quindi rappresentato una prima occasione per parlare del valore della tradizione a confronto coi tempi moderni e per cercare insieme delle risposte alla grande domanda: che cosa significa “essere ladini oggi”?

Il dibattito ha visto la partecipazione dell’artista Claus Soraperra, dell’antropologo prof. Cesare Poppi e della prof. Orietta Berlanda, già direttrice del Centro Arte Contemporanea di Cavalese e docente di Teoria e metodo dei mass media e Teoria del contemporaneo presso l’Accademia di Belle Arti “G.B. Cignaroli” di Verona.

a cura di Redazione

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