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Il Cervino ha la febbre

giovedì, 5 ottobre 2006

 
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Resi noti i dati rilevati dall’ARPA della Valle d’Aosta sulle temperature della roccia in prossimità della Capanna Carrel durante i mesi estivi. Edoardo Cremonese, tecnico dell’ARPA, spiega che le temperature registrate dai sensori installati nella roccia a 2, 30 e 60 centimetri di profondità in tre siti diversi lungo la parete sud del Cervino, Riondé, Cheminée e Capanna Carrel, nel periodo metà luglio/primi di agosto si sono mantenute sempre al di sopra dello zero.

Dall’elaborazione dei dati è stato anche dedotto lo spessore di roccia con temperatura costantemente superiore a zero gradi: circa 2 metri e mezzo a Sud e 1 metro a Ovest. Se è vero che il ghiaccio funge da collante tra i blocchi di roccia, con le alte temperature di luglio e la fusione verificatasi anche in profondità, si sono prodotti i distacchi. "Tanto è vero che si è trovato del ghiaccio fondente sulla superficie di crollo" ha rivelato Cremonese.

Le frane in montagna non sono però una novità, e alcune di dimensioni ben superiori a quelle recenti del Cervino hanno lasciato traccia nella memoria storica, come quella staccatasi dalla Becca France che nel 1564 seppellì il villaggio di Thora o quella della Becca di Luseney del 1952. "Le frane in montagna rappresentano un problema da sempre – afferma Umberto Morra di Cella, anche lui tecnico ARPA - ma si può dire che oggi abbiano una maggior rilevanza mediatica, anche per la maggior frequentazione alpinistica delle montagne. Si sta studiando come questi eventi possano essere legati ai cambiamenti climatici o se rappresentino la normale evoluzione delle montagne. Lo studio è complesso sia dal punto di vista logistico, sia scientifico.

"Il monitoraggio delle temperature del Cervino - prosegue Morra - rientra nel progetto Interreg III A Permadataroc, svolto in collaborazione con il CNR – IRPI (Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica) di Torino e l’Università della Savoia e coordinato dalla Fondazione Montagna Sicura di Courmayeur. Ci sono voluti due anni di esperienza, tentativi, misurazioni in doppio, per realizzare strumenti che resistano in questi siti e per trovare la miglior modalità di installazione".

Oriana Pecchio



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