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orsi - foto ArnoldiAlcuni mesi orsono, in Germania, scattò la caccia all’orso bruno. L’esemplare predato si era spostato in Austria dalle valli del Trentino, sconfinando nelle campagne della Baviera. Il suo nome di classificazione era Jay Jay 1, ma la ribalta mediatica lo tramutò fiabescamente in “Bruno”. L’orso faceva parte di un nucleo di animali reintrodotti nell’ambito del progetto Life Ursus avviato nel 1996 dall’INFS (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica) insieme al Parco dell’Adamello-Brenta per la ricostituzione di una popolazione di orso bruno nelle Alpi orientali. La fiaba si trasformò in dramma e si concluse con l’abbattimento di Bruno.



Ora in Val di Sole è stata catturata la madre di Bruno, per controllarne gli spostamenti ed evitare nuovi inutili spargimenti di sangue. Si chiama Jurka (madre di JJ1 e JJ2) e le è stato applicato un apposito radiocollare satellitare che consentirà in futuro di monitorarne gli spostamenti. La scelta di monitorare Jurka per il WWF è un’ottima notizia che pone l’Italia all’avanguardia nelle politiche di conservazione dei grandi carnivori nell’arco alpino.



“Ancora una volta in Italia si affronta con lucidità e scientificità la conservazione dei grandi carnivori, senza lasciarsi guidare dall’emotività, ma mostrando grande rispetto per questi animali” dichiara Fulco Pratesi, Presidente WWF Italia. “La scelta di seguire gli spostamenti dell’orsa” prosegue il presidente “e della sua cucciolata attraverso un radiocollare con tracciamento satellitare, permette di prevenire predazioni agli allevamenti e dimostra la volontà di cercare una pacifica convivenza tra uomo e animali, come avviene da tempo nel parco d’Abruzzo, Lazio e Molise”



Ma WWF Italia non si ferma qui. Nel corso del prossimo autunno invierà in Trentino e nei paesi confinanti una squadra di “avvocati dell’orso”, vale a dire volontari che illustreranno ad agricoltori e allevatori l’importanza dell’orso come risorsa ambientale, culturale e turistica. L’obiettivo è coinvolgere tutti i paesi alpini in azioni di conservazione e informazione che rendano possibile la convivenza tra uomo e grandi carnivori, senza ricorrere agli abbattimenti.

“Riportare l’orso nell’arco alpino” conclude Fulco Pratesi “così come il lupo, la lince, il gipeto e gli altri grandi predatori, è un impegno che deve essere assunto da tutti i Paesi europei coinvolti”.



Fonte: www.wwf.it





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