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Nel corso dell'estate 2013, a Trento si è svolta una giornata educational sul tema del recupero energetico. Dopo un incontro introduttivo presso il Palazzo della Provincia dal titolo "Biomasse in Provincia di Trento: un Piano di Azione e nuovi strumenti di sensibilizzazione", i lavori sono proseguiti con la guida di Bruno Crosignani, Uffico Distrettuale Forestale di Cadalese, con il quale un gruppo di giornalisti ha visitato diversi cantieri forestali.
 
Il primo cantiere forestale presentava degli enormi cumuli di alberi piccoli, destinati per esempio a divenire pali da siepi. Le piante intere sono portate fuori dal bosco e depositate fino all’autunno in modo che gli aghi, le foglie e le cortecce possano cadere rilasciando sali minerali preziosi alla foresta e dannosi alla combustione; il deposito dei minerali permette dunque al legname di non subire un deprezzamento. Il processo taglio – disbosco – strascico – accumulo prosegue con la  cippatura (ovvero riduzione del legname in pezzi di dimensione centimetrica, non adatti ad uso monofamiliare) e si conclude col carico sul camion.
 
Lungo la strada verso il secondo cantiere forestale sono apparsi evidenti tre tipi di tagli avvenuti in momenti diversi lungo un unico versante boschivo: ciò permette la varietà, in questo caso del tempo di ricrescita delle piante, che è un elemento basilare in natura.

La seconda visita ha messo in luce la crescente meccanizzazione della filiera del legno. Fino agli anni ’90 gli alberi tagliati venivano fatti scivolare sul terreno; oggi in Val di Fiemme nell’80 per cento dei casi si usano teleferiche che hanno portato ad una maggiore concentrazione del taglio dovuta alla linea obbligata con distanza limitata (60-80 metri).
 
Nei primi anni 2000 appaiono in Trentino i processori che vanno a integrarsi alle gru a cavo: la pianta viene sramata e in parte scortecciata in circa 2 minuti contro i 10-15 minuti necessari alla stessa operazione svolta a mano.  La meccanizzazione attira i giovani e permette di faticare meno in condizione di maggiore sicurezza.
 
L’ultimo problema rimane la conformazione del terreno che deve permettere l’accesso del camion al cantiere, visto il divieto di accumulo a bordo strada.

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