C’è una grande novità in arrivo per l’intera outdoor industry internazionale, resa possibile dall’accordo strategico siglato tra l’European Outdoor Group (EOG) e il gruppo MagNet Srl. Stiamo parlando del ritorno di Outdoor, la fiera estiva europea, per molto tempo punto di riferimento per il settore a livello continentale e internazionale, che dal 1994 al 2018 si è svolta a Friedrichshafen e in seguito a Monaco di Baviera, dal 2019 al 2024 (annullata nel 2025).
LA FIERA OUTDOOR RIPARTE DALL’ITALIA
Ora Outdoor riparte proprio dall’Italia e in particolare da Riva del Garda insieme agli Outdoor & Running Business Days, organizzati da 11 anni con crescente successo proprio da MagNet e già avviati sulla strada di una decisa internazionalizzazione.
ORBDAYS, climb in falesia – foto ©Luca Matassoni
Questa partnership porterà a una notevole accelerazione di questo processo, per di più all’interno di un progetto ancora più ampio e ambizioso; le giornate di trade show (17-18 maggio) faranno parte infatti della prima European Outdoor Week (14-20 maggio), che incorporerà anche l’Outdoor Impact Summit (14-15 maggio), l’Assemblea EOG, la cerimonia degli European Outdoor Awards, oltre a eventi e iniziative dedicate anche al pubblico finale, in una sorta di grande Fuorisalone del mondo outdoor, running e sport in generale.
FACCIAMO IL PUNTO: INTERVISTA CON BENEDETTO SIRONI, CEO DI MAGNET
Nel luglio del 2018, il mondo dell’Outdoor salutó l’Outdoor Show di Friedrichshafen. L’esperienza successiva, realizzata per alcuni anni presso i padiglioni di Messe München, non portó i frutti sperati. Ora si riparte dagli ORBDays, nell’ambito dei quali si farà “rinascere” un evento di caratura internazionale, che presumibilmente nessuno avrebbe mai voluto perdere. Quali connotati salienti dovrà presentare la nuova kermesse Outdoor per rispondere alle reali esigenze di produttori, distributori e retailers?
La nuova kermesse Outdoor dovrà distinguersi per alcune caratteristiche fondamentali, emerse chiaramente dal confronto con gli operatori del settore. In primo luogo, sarà importante evitare di aggiungere un ulteriore evento in un calendario già troppo affollato. Per questo motivo si è scelto di non creare un’iniziativa completamente nuova, ma di costruire qualcosa di solido a partire da un’esperienza già esistente, quella degli Outdoor & Running Business Days di Riva del Garda.
Un altro elemento cruciale sarà la capacità dell’evento di trasmettere emozione e atmosfera, aspetti che sono mancati nelle edizioni più recenti della fiera. L’Outdoor è infatti un settore intrinsecamente legato all’esperienza e all’emotività, e l’ambiente in cui si svolge l’evento deve rispecchiarne pienamente i valori. Riva del Garda, con il suo paesaggio unico tra lago e montagne, rappresenta perfettamente questo stile di vita e può offrire un contesto autentico e coinvolgente.
Dal punto di vista commerciale, la fiera dovrà tenersi in un periodo strategico, ovvero a metà maggio, all’inizio della stagione di vendita estiva. Questo permetterà ai rivenditori di avere una visione completa del mercato e delle novità in arrivo, prima di avviare concretamente gli ordini. Non si tratterà di una semplice vetrina con pochi prodotti simbolici: sarà essenziale presentare tutte le innovazioni della stagione successiva, per consentire una pianificazione efficace delle attività di vendita e marketing.
Infine, la nuova kermesse non sarà solo una fiera, ma il cuore di un progetto molto più ampio: la European Outdoor Week. L’ambizione è quella di creare un evento di riferimento per l’intero settore, capace di unire business, community, comunicazione e cultura Outdoor. Un momento in cui l’intero comparto si ritrova, si confronta e si mostra al mondo con orgoglio e coerenza, rafforzando la propria identità e visibilità.

Benedetto Sironi, CEO di MagNet
All’Outdoor Industry serve ancora una fiera come questa? Per quali motivi principali?
Sì, all’industria Outdoor serve ancora una fiera come questa, e per motivi ben precisi. Le fiere hanno rappresentato a lungo un elemento centrale per il successo commerciale del settore e, nonostante i cambiamenti e le difficoltà degli ultimi anni, siamo ancora convinti che un evento specializzato sia essenziale.
La fiera non deve essere vista solo come uno strumento di vendita, ma come un’occasione per rappresentare l’intero settore, dare visibilità ai marchi e mostrare il valore che l’Outdoor può offrire alla società. In un momento storico complesso, in cui prevale spesso una narrazione negativa, è fondamentale rispondere con energia positiva, creando momenti di incontro, confronto e ispirazione.
Il successo di una fiera non dipende solo dal format, ma soprattutto dalla partecipazione attiva dei brand e dei rivenditori. Serve un impegno collettivo per dare vita a un evento che non sia solo utile dal punto di vista commerciale, ma anche capace di rafforzare l’identità, il valore e la coesione dell’intera comunità Outdoor.
ORBDAYS, run – foto ©Camilla Pizzini
Quali sono state le prime reazioni che avete raccolto dalle aziende interessate (italiane e non), dopo aver condiviso con loro questa importante novità?
Le prime reazioni da parte delle aziende, sia italiane che internazionali, sono state molto positive. Abbiamo ricevuto importanti feedback e numerosi apprezzamenti da parte di operatori del settore, altre fiere, associazioni di categoria e brand, che hanno riconosciuto come questo annuncio rappresenti un vero traguardo per gli ORBDays e per l’intero comparto Outdoor.
Fin da subito, molti brand hanno iniziato a contattarci per riservare i propri spazi, spesso chiedendo aree espositive più ampie, segno di un forte interesse e di aspettative elevate. Diverse filiali italiane si stanno inoltre attivando per coinvolgere direttamente le case madri internazionali, contribuendo ad ampliare la portata e la rilevanza dell’evento. Anche i media di settore stanno dando attenzione alla notizia, a dimostrazione del valore e della risonanza che questa iniziativa ha già generato.
Un po’ come si usava fare in Germania, si cercherà di tornare a quel clima informale tipico della fiera Outdoor, che talvolta portava a fare business e/o a parlare di prodotti, la sera, davanti a una griglia accesa?
Assolutamente sì, anzi: questo spirito è da sempre nel DNA degli ORBDays. Fin dalla prima edizione, l’evento si è distinto proprio per il suo approccio informale e relazionale, dove il networking ha spesso avuto più peso della semplice dinamica commerciale. I momenti di confronto diretto, le esperienze condivise all’aperto e le serate conviviali, come il party, hanno creato un’atmosfera unica, che favorisce connessioni autentiche e durature tra aziende e retailer.
L’idea non è solo quella di “tornare” a quel clima tipico delle storiche fiere Outdoor tedesche, ma di valorizzarlo ulteriormente, costruendo un format moderno e coinvolgente in una location straordinaria come Riva del Garda. Qui, il mix tra presentazioni, test prodotto, workshop e momenti informali si traduce in un’esperienza completa: professionale ma allo stesso tempo umana, concreta e appassionante. È proprio in questo equilibrio che ORBDays ha costruito il suo successo nelle passate undici edizioni, ed è da qui che si riparte per dare forma a un nuovo grande evento internazionale.
ORBDAYS – PH Giacomo Tonoli
Verranno proposti pacchetti d’accoglienza studiati ad hoc per questa prima edizione di Outdoor, al fine di facilitare i soggiorni degli stakeholders a Riva del Garda? (Questo era un punto debole di Friedrichshafen!)
Sì, certamente. Da sempre, uno degli elementi distintivi del nostro approccio è l’attenzione all’accoglienza, soprattutto nei confronti dei retailer, che rappresentano il cuore pulsante e il vero valore del nostro evento. Anche per questa nuova edizione della fiera Outdoor, stiamo lavorando per garantire soluzioni di ospitalità studiate ad hoc, in modo da agevolare la partecipazione degli operatori del settore.
Come già fatto nelle edizioni precedenti degli ORBDays, continueremo a offrire ospitalità gratuita ai negozianti, e siamo consapevoli che, con il rilancio dell’evento in una dimensione più internazionale, la domanda crescerà ulteriormente. Già lo scorso anno abbiamo accolto diversi buyer internazionali, e per il 2026 ci stiamo organizzando per rispondere in modo efficace a un numero ancora maggiore di richieste.
Grazie a un rapporto consolidato da oltre dieci anni con le strutture ricettive di Riva del Garda, abbiamo già bloccato un numero significativo di stanze, proprio per garantire un’accoglienza efficiente, personalizzata e all’altezza delle aspettative di tutti gli stakeholder coinvolti.
Una battuta finale: ora che l’Outdoor Show ha varcato il valico del Brennero, si potrebbe immaginare un futuro simile per ISPO, magari in un HUB espositivo come quello di Milano?
Riguardo al possibile futuro di ISPO, crediamo che l’evento abbia intrapreso una nuova strada molto interessante e auguriamo loro il meglio per questo percorso. Non consideriamo ISPO un nostro competitor diretto, ma piuttosto un evento complementare. ISPO sta evolvendo per diventare una piattaforma globale e multisettoriale dedicata all’intero mondo dello sport, con un focus non solo sull’outdoor ma anche su salute, tecnologia, sport di squadra e innovazioni digitali.
Noi, dal canto nostro, continuiamo a promuovere la partecipazione a fiere verticali e specializzate, come i nostri ORBDays per l’outdoor estivo e Prowinter per l’outdoor invernale, perché riteniamo che il settore abbia bisogno di eventi dedicati capaci di rispondere alle specifiche esigenze di produttori, distributori e retailer. Quindi no, non ci spaventa la possibilità che ISPO varchi le frontiere italiane ☺.
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