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L’Italia è tra gli ultimi paesi alpini a non avere ancora provveduto a disciplinare i voli a scopo turistico ed in modo particolare la pratica dell’eliski.

E’ noto come tale attività rappresenti un fattore di grave disturbo e di pericolo per l’ambiente montano.

Danni all’ambiente dovuti alle emissioni, disturbo alla fauna alpina, costretta a fuggire in un periodo dell’anno in cui dovrebbe invece risparmiare le forze, e disturbo alle persone che risiedono ancora in montagna, nonché a coloro che in montagna vi si recano per ritemprare spirito e corpo con attività salutari a contatto con un ambiente ancora naturale. Pericolo per gli spostamenti di masse nevose che possono essere causati dai velivoli, creando situazioni di grave instabilità. Questo a tacere del pericolo insito nell’impreparazione all’ambiente alpino tipico di coloro che praticano come clienti l’eliski.

Consce di questi fattori, le Province Autonome di Trento e Bolzano hanno vietato da anni tale pratica, ed altre Regioni dell’arco alpino sono intenzionate a normarla. Mentre già si conoscono ordinanze di Sindaci che, in carenza di una specifica norma, per salvaguardare il loro territorio, vietano, all’interno dello stesso, l’eliturismo.

Purtroppo, invece, a livello nazionale, uno sparuto gruppo di imprese, tiene in ostaggio il Parlamento e fa sì che l’interesse di tutti sia sacrificato agli interessi economici di pochi.

Se ne è avuto un luminoso esempio nella precedente legislatura, durante la quale il mondo ambientalista, tramite alcuni parlamentari più sensibili, cercò di fare approvare una legge che normasse l’attività in modo rigoroso, ma la discussione in Commissione iniziò quando la legislatura stava per terminare (!) e furono talmente tanti gli emendamenti che tutti gli schieramenti volevano apportare, che la proposta non si tradusse in legge dello Stato.

L’esempio più ecclatante di come questo fenomeno sia diventato un problema urgente è rappresentato dalla Valgrisenche.

Già in Valle d’Aosta esiste solo una regolamentazione – burla, tale per cui le cime più belle (se si eccettuano quelle situate in aree protette) sono diventate punti di atterraggio, con la conseguenza che arrivano a frotte dall’estero gli amanti dell’eliski per praticare da noi ciò che da loro è vietato. Ma, di più, in Valgrisenche, – e a partire proprio da questa stagione – pressoché tutte le cime sciabili della valle sono meta di elicotteri, con il bel risultato che una zona ancora intatta dal punto di vista ambientale e che potrebbe trarre enormi benefici da un turismo di qualità, “svende” il proprio territorio alla pratica dell’eliski. per una modesta contropartita in denaro.

Proprio oggi che le indagini di mercato confermano che la domanda turistica è notevolmente cambiata, privilegiando sempre più quei luoghi dove è posta attenzione alla conservazione dell’ambiente e della cultura tradizionale, proprio oggi che molte amministrazioni si convertono a questo nuovo verbo, la Valgrisenche, invece, dimostra di voler andare in controtendenza

Per avere un’idea dell’ordine di grandezza del fenomeno, basti pensare che, le cime interessate dagli atterraggi, in Valgrisenche, sono ben 15, tutte superiori ai 3.000 metri, e che, in una giornata di tempo buono, ne vengono raggiunte 8/9 da più rotazioni.

Per richiamare l’ attenzione su questo tema e sensibilizzare opinione pubblica ed autorità, ed ottenere finalmente una seria regolamentazione su tutto il territorio nazionale, Mountain Wilderness Italia ha indetto una manifestazione che si svolgerà domenica 6 aprile 2003 in Valgrisenche (AO) alla quale sono invitati tutti coloro che hanno a cuore la salvaguardia dell’ambiente alpino e pensano che anche in termini di sviluppo economico esistano delle valide alternative all’eliski.

Gli appuntamenti sono due : alle 07.00, all’ingresso del capoluogo, per tutti coloro che, con sci e racchette da neve, vorranno manifestare salendo una delle cime meta proprio dell’eliturismo, ossia l’ Arp Vieille (dislivello 1.100 mt./ difficoltà per Medi Sciatori); ed alle 14.00 ,di fronte al Municipio, sempre di Valgrisenche, per chi vorrà comunque esprimere il proprio dissenso.



Iniziativa a cura di Mountain Wilderness, in collaborazione con CIPRA Italia

Aderiscono all’iniziativa: Legambiente, Federazione Italiana Pro Natura, Italia Nostra, WWF

Per informazioni: Roberto Vitale, Mountain Wilderness, Tel. 011-8122720 robivitals@libero.it

Francesco Pastorelli, CIPRA Italia,Tel. 011-548626 cipra@arpnet.it





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