Il passaggio della Fiamma Olimpica a Livigno si è trasformato in un evento profondamente identitario, capace di unire l’intera comunità attorno ai valori dello sport e dell’appartenenza al territorio.

Fiamma Olimpica Livigno - foto credits Livigno NEXTKatia e Maria Zini, cugine e campionesse dello short track, durante le celebrazioni; sullo sfondo il Fan Village (Credit: Livigno Next)

Accolta nel tardo pomeriggio, la Fiamma ha attraversato Passo d’Eira e Trepalle con i trenta tedofori, accompagnata dal Corpo Musicale di Livigno, per poi proseguire in motoslitta fino a Mottolino e librarsi in parapendio, regalando immagini spettacolari fino all’atterraggio al Livigno Snow Park. Il percorso si è concluso al Fan Village in zona Isola, cuore della celebrazione, tra momenti di memoria, immagini simboliche e saluti istituzionali che hanno ribadito quanto lo sport sia parte integrante della vita quotidiana del paese.

Fiamma Olimpica Livigno - foto credits Livigno NEXTCon l’arrivo della Fiaccola, lo spirito Olimpico diventa patrimonio della comunità (Credit: Livigno Next)

Con il calare della sera, l’attesa dell’ultimo tedoforo e lo spettacolo pirotecnico hanno suggellato una giornata carica di emozione. Al centro dell’evento, il volto umano della staffetta: trenta storie unite dalla visione di uno sport inteso come educazione, inclusione e benessere. Tra i tedofori, figure emblematiche come Clemente Silvestri, Mario Melazzini e Giovanbattista Ceresa hanno incarnato il legame profondo tra movimento, salute e comunità.

Fiamma Olimpica Livigno - foto credits Livigno NEXTDa sinistra: Sergio Schena, della Fondazione Milano Cortina; Mara Zini, ex atleta di short track; Massimo Sertori, assessore regionale agli Enti locali e alla Montagna; Remo Galli, sindaco di Livigno; Katia Zini, bronzo nello short track a Torino 2006 (Credit: Livigno Next)

La giornata del 30 gennaio è stata una vera dichiarazione d’identità: Livigno ha confermato di essere una comunità che vive di sport tutto l’anno. Con la Fiamma ormai ripartita, resta un’energia condivisa che accompagnerà il paese verso i Giochi, quando queste montagne diventeranno teatro olimpico. Qui lo spirito olimpico ha messo radici, e continua a brillare.