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casa realizzata completamente in legno sulle sponde del Moritzer See, EngadinaL’evoluzione delle tecnologie, il contenimento dei costi e, in qualche caso, l’intervento pubblico nella riduzione delle spese di investimento, sta rendendo sempre più conveniente l’uso delle energie rinnovabili in montagna.

Già oggi, specialmente nel Nord Europa c’è chi ha deciso di fare a meno dei combustibili tradizionali per riscaldarsi e produrre corrente elettrica con energie alternative. Tra le nazioni alpine la Germania e, in particolare, l’Austria sono all’avanguardia in questo campo.

Un altro impulso all’autonomia energetica attraverso fonti rinnovabili è costituito, nei luoghi montani di non facile accessibilità, dalla difficoltà nei rifornimenti. Strade piccole e sconnesse non consentono il passaggio dell’autocisterna del gasolio, oppure non esiste l’allacciamento alla rete del metano o a quella elettrica.

In questi casi può essere indispensabile per produrre acqua calda installare dei pannelli solari termici. Si tratta di tubi di vetro a doppia camera, con all’interno un tubetto di rame in cui passa pochissima acqua e che funge da unità di assorbimento.

Con 1 – 1,5 mq di pannello solare termico si può produrre acqua calda per le necessità di una persona e integrare fino al 30% il riscaldamento, a condizione che questo sia costituito da un impianto a bassa temperatura.

Ove il terreno lo consenta, per produrre calore è oggi possibile sfruttare il differenziale termico che c’è tra il terreno in profondità (tra i 50 e i 150 metri le temperature sono sempre costanti) e la superficie. Con una pompa geotermica è dunque possibile prelevare e cedere calore al terreno, riscaldando o rinfrescando l’abitazione.

Ma se voglio riscaldarmi in montagna nella maggior parte dei casi sono in grado di avere a portata di mano (e si stufa) della buona legna.

Pur essendo energia termica, quella della legna può essere considerata un’energia rinnovabile se si adottano tecniche razionali di coltivazione del bosco.

Il vero problema di approvvigionamento energetico in montagna può essere rappresentato dall’energia elettrica. In questo campo la soluzione che sta conoscendo un forte sviluppo si chiama pannelli solari fotovoltaici. Per massimizzare la produzione di energia l’impiego dei pannelli deve riguardare superfici piuttosto estese, ben esposte e con un’inclinazione del 35%. Nelle zone di non particolare pregio si potrebbe ricorrere alla sostituzione del tetto con un “tetto solare”. In altri casi potrebbe essere interessante la costruzione di appositi “gazebo solari” da adibire anche a box o a ricoveri per attrezzi.

Infine nelle zone particolarmente esposte ai venti potrebbe risultare interessante ricorrere a generatori eolici. Il mercato oggi produce modelli da 1 a 10 Kw in grado di erogare energia con brezze di intensità molto bassa con la capacità di mettersi in sicurezza automaticamente se il vento supera un certa soglia. E’ prevista la possibilità di “restituire” al gestore della rete elettrica la potenza in eccesso, ovvero, nel caso ciò non sia possibile, di immagazzinare l’energia non utilizzata attraverso un sistema di batterie.






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