Select Page

L'ascesa come esperienza del sacro è il tema della mostra che il Forte di Bard ospita dal 9 aprile al 30 agosto .

Nelle sale della fortezza è illustrata la diffusione della montagna come  simbolo universale di unione tra cielo e terra, tra uomo e divinità. Per documentare l'importanza della montagna – simbolo vengono utilizzati capolavori della storia dell'arte, fotografie, immagini e oggetti prodotti da popolazioni diverse, da quelle mesoamericane e messicane, alle civiltà orientali (Cina e Tibet), alla tradizione occidentale ebraico-cristiana e ortodossa.

Ideata e promossa dall'Associazione Forte di Bard con il sostengo della Regione Valle d'Aosta, della compagnia San Paolo, della Fondazione Crt e patrocinata dalla presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la mostra si articola in sei sezioni, per un totale di 2.000 metri quadri espostivi.

Nelle sale delle Cannoniere, la sezione “L'arte, la montagna, il sacro” propone la raffigurazione della montagna nella cultura messicana, cinese e tibetana. L'alta quota come luogo di incontro tra Uomo e Dio è invece illustrata nei capolavori di Donatello, Domenico Beccafumi, Marc Chagall, Emilio Vedova.

Nelle Cantine una sezione documentaria dal titolo “Introduzione alla montagna sacra” attraverso immagini fotografiche, plastici e oggetti sviluppa il tema della montagna come simbolo divino nelle civiltà dell'antica Mesopotamia, della Cina, delle popolazioni indiane del Nord America, delle popolazioni del Centro America.

“Le altezze dello spirito”, allestita nel Corpo di Guardia, è la sezione che rappresenta l'ascensione in montagna nell'esperienza del più noto alpinista valdostano, Abele Blanc, con all’attivo tredici ottomila. Il valore dell'altezza nella ricerca della spiritualità è inoltre oggetto dei preziosi scritti di approfondimento che Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose, ha elaborato per la mostra e che trovano posto nel Deambulatorio.

Un video dedicato ai Sacri Monti, prodotto dalle Edizioni Paoline e curato da Antonio Tarzia, spiega la loro importanza nella cultura religiosa. Infine, nella Piazza d'Armi è collocata l'installazione “Le Vette tra il Forte e il cielo”, ideata e progettata dal fotografo e regista Paolo Buroni.