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Recentemente pubblicato su “Neve e valanghe”, un articolo di Hermann Brugger, medico di Brunico da anni dedito allo studio del soccorso dei travolti da valanga, fa il punto sulle tecniche di autosoccorso, presentando il risultato di 60 interviste a sopravvissuti a una valanga. È interessante osservare che durante la discesa della valanga solo il 18% degli sciatori è riuscito a liberarsi degli sci, e appena l’8% si è liberato di sci e bastoncini. Il 45% invece, ha cercato di “nuotare” nella valanga in modo da riuscire a restare in superficie e ben il 50% delle persone è riuscito a proteggersi il viso con le mani. Infatti tutte le persone sopravvissute avevano a disposizione una cavità aerea davanti a naso e bocca e le vie respiratorie erano libere. Questi dati possono essere utili nei corsi di scialpinismo e fuori pista: sembra infatti più importante proteggersi il volto e cercare di nuotare che cercare di liberarsi da sci e bastoncini.

Riguardo all’efficacia dei mezzi di protezione nel seppellimento da valanghe, l’air-bag, che serve a diminuire la profondità del seppellimento (e non esclude l’uso dell’Arva), si è dimostrato il migliore, secondo recenti statistiche. L’Arva, che riduce la durata del seppellimento, nonostante permetta di trovare rapidamente i sepolti, ha finora inciso poco sulla sopravvivenza, perché il tempo di ritrovamento pur essendosi accorciato, è ancora al di là dei 15 minuti fatidici entro i quali i travolti da valanga hanno buone probabilità di sopravvivere. I più recenti apparecchi e soprattutto possibilità di addestramento con i campi di training, possono aprire nuove prospettive in questo campo.

Ancora Hermann Brugger ha collaborato allo studio della reazione di soggetti sepolti nella neve con una sacca d’aria di uno o due litri a disposizione. I dati sperimentali indicano che il tempo di sopravvivenza dipende da vari fattori: dimensioni della cavità rimasta davanti alla bocca e al naso, densità della neve e componenti individuali, ma nel complesso si può affermare che ci sono buone speranze fino a 90 minuti. Nell’intervallo dei 90 minuti, dovrebbe essere ormai attivo il soccorso organizzato e in questo ambito i cani si sono dimostrati i più efficienti nel ritrovamento dei sepolti. Per questo è stato coniato il nuovo slogan: “docs and dogs”, per sottolineare che medici d’urgenza e cani da valanga debbono trovarsi al più presto insieme sul luogo dell’incidente, cioè dopo il ritrovamento da parte dei cani viene l’intervento immediato del medico d’urgenza per iniziare la rianimazione sul posto.