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Introduzione. Come non gioire, noi amanti della poesia, della montagna e – perdonateci il gioco di parole – della poesia che è la montagna, per la laurea honoris causa che l’Università dell’Insubria ha voluto conferire al grande alpinista Walter Bonatti? Luigi XIV diceva di essere la Francia e peccava di presunzione. Bonatti non ha mai detto: “Sono l’alpinismo”. Ci permettiamo di dirlo noi. È un’iperbole, certo, ma non c’è dubbio che nell’immaginario collettivo di tanti italiani dal dopoguerra agli anni settanta – anche di quelli meno vicini al mondo della montagna – Bonatti sia stato il paradigma dell’alpinismo.



Quasi un’antonomasia. “Sei un Bonatti”, si diceva a chi andava forte in montagna. Poi sarebbe venuto Messner, l’alpismo degli anni ottanta.

E poi, lasciateci annotare a margine, con una pennellata di rosa, che Bonatti ha sempre affascinato per la sua bellezza, fin da giovane. Se lo ricordano bene coloro che lo videro nel film dell’Istituto Luce quando, nel 1954, di ritorno dal K2 insieme alla spedizione Desio, si attardava salutando dalla nave schiere di ammiratrici.

Forte in montagna, affascinante e, per fortuna, riservato. Persino ritroso a volte.

Poi, a un certo punto, venne fuori quella maledetta storia del K2. Di quella notte all’addiaccio con l’hunza Mahdi a oltre 8000 metri il 30 luglio del 1954, vigilia della prima ascensione sulla seconda vetta della terra.



Ecco tutti i contributi dello speciale, a cura di Lorenzo Scandroglio:



La querelle di Bonatti sul K2 nel 1954 La querelle di Bonatti sul K2 nel 1954



Bonatti: la lectio su “La cultura d montagna e i suoi valori Bonatti: la lectio su “La cultura d montagna e i suoi valori”



Zanzi: l’amico, il saggio (del Cai) Zanzi: l’amico, il saggio (del Cai)



Mauro Corona (scrittore, scultore, arrampicatore) Mauro Corona (scrittore, scultore, arrampicatore)







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