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Le Alpi rappresentano una meta turistica che non conosce crisi e ogni anno, nelle diverse stagioni, sono frequentate da decine di milioni di visitatori e da milioni di auto e mezzi di trasporto. L'impatto ambientale di tale mobilità è notevole e ha portato 27 destinazioni di 6 Paesi a scegliere la strada dello sviluppo sostenibile, orientato ad una mobilità dolce.

Nasce così, nel 2006, il progetto "Alpine Pearls", Perle Alpine, che si pone l'obiettivo di offrire un prodotto turistico di elevata qualità, che non incida sull'ambiente, grazie ad un elaborato catalogo di criteri. A titolo d'esempio, le località di questa rete sono raggiungibili comodamente in treno o in autobus; in esse è possibile camminare, facendo trekking o nordic walking, e pedalare, su strada o in mountain bike; e ancora nuotare, fare equitazione, ciaspolare e fare sci di fondo o scialpinismo.

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L'associazione Alpine Pearls oggi conta 27 Perle, 16 delle quali in Italia:

  • Germania: Bad Reichentall, Berchtesgaden
  • Austria: Hinterstoder, Mallnitz, Neukirchen am Großvenediger, Werfenweng
  • Francia: Les Gets, Pralogan-la-Vanoise
  • Italia: Ceresole Reale, Chamois, Cogne, Nova Ponente, Forni di Sopra, Cornedo-Collepietra, Limone Piemonte, Moena, Moso in Passiria, Pragelato, Racines, Sauris, Tires, Valdidentro, Funes, Nova Levante
  • Slovenia: Bled
  • Svizzera: Arosa, Interlaken

I dettagli del Progetto Alpine Pearls, con particolare riferimento all'esperienza di alcuni Comuni del Piemonte, sono stati illustrati a DiscoveryAlps da Danilo Bessone di Turismo Torino e Provincia, nel corso di un'intervista realizzata a Milano, in occasione di BIT 2012.

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