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Dopo la pubblicazione su discoveryalps dell’intervista del 09.09.04 a Franco Brevini (incaricato della comunicazione per i Mondiali di Bormio 2005), Maurizio Bosoni, ex sindaco di Aprica, interviene con una serie di considerazioni e di domande rivolte proprio a Brevini. Secondo Bosoni i problemi di questi Mondiali non sono pochi, proprio a partire da una carente comunicazione in merito all’evento. Di seguito pubblichiamo (così come ricevuti) l’intervento di Maurizio Bosoni e la risposta fornitaci da Franco Brevini.





L’alta Valtellina e l’ALTRA Valtellina

di Maurizio Bosoni (ex sindaco di Aprica)



Considerazioni e domande di un amministratore della Valtellina dimenticata dai Mondiali all’incaricato della Comunicazione per Bormio 2005, prof. Franco Brevini.

In qualità di ex sindaco di Aprica dal 1990 al 2004, desidero intervenire nella questione “Mondiali di Bormio 2005”. Penso che la maggioranza dei Valtellinesi, come di tutte le persone coscienti e razionali, possano sottoscrivere le equilibrate risposte date dal prof. Franco Brevini, nuovo incaricato della Comunicazione per Bormio 2005, alle domande dei quotidiani locali e del portale DiscoveryAlps, concernenti le realizzazioni per gli imminenti mondiali di sci alpino in merito alla questione ambientale, sollevata da qualche parte a sproposito.

Mi auguro che il prof. Brevini, che ho avuto il piacere di conoscere e apprezzare nel corso del mio ultimo mandato, sappia por rimedio – pur nei pochissimi mesi che mancano – al pesante deficit di comunicazione positiva sofferto dall’evento.



Un difetto di comunicazione tanto più sorprendente quanto più grande e potente è la Regione Lombardia, che soprattutto per bocca dei suoi massimi vertici istituzionali aveva promesso non solo promozione a tappeto, ma anche coinvolgimento dell’intera provincia di Sondrio nei benefici diretti e indiretti dei prossimi Mondiali di febbraio. È questo, a parere di molti in Valtellina, il vero flop già palpabile dell’evento: la mancata partecipazione alla divisione di qualsivoglia utile da parte del resto della Valle e della montagna lombarda. Ecco perché, non a caso, si parla ormai in qualsiasi sede – più realisticamente – di “Mondiali di Bormio”, o tutt’al più “dell’Alta Valtellina”. Quando se ne parla!



Quanto sostengo è dimostrato sia dal manifesto ufficiale sia dalla mascotte Skiddie (che sarà l’unica ad avere effetto mediatico mondiale), i quali non recano il marchio Valtellina. Questo denota una misera capacità e la visione egoistica dell’evento, riportando tutto a un fazzoletto di territorio. È venuta meno una regia di ampio respiro che promuovesse l’evento a ogni livello; infatti pochissimi sanno che all’inizio del 2005 ci sono i mondiali di sci alpino. Eppure esempi da imitare ce n’erano e ce ne sono, da St. Moritz 2003 a Torino 2006, che sta facendo un immane lavoro a livello di comunicazione e di infrastrutture, non limitate alla provincia di Torino ma estese all’intera montagna piemontese. Lo abbiamo visto anche di recente durante le Olimpiadi ateniesi: se qualche riferimento a futuri eventi sportivi in Italia veniva fatto, era esclusivamente alle Olimpiadi di Torino 2006. Comunque sia, nemmeno il presidente della Lombardia parla ormai più di Mondiali di Valtellina, perché sarebbe sconfessato dai fatti.



I fatti sono lampanti. In Valtellina la statale 38 da Delebio a oltre Tirano langue disastrosamente angusta e super trafficata, così come sono di là da venire le tangenziali di Morbegno e Tirano. In alta valle, al contrario, la strada è nuova e ampia. Anzi, il prof. Brevini tiene a precisare che “Bormio, assediata dal traffico, avrà presto l’attesa tangenziale per Livigno”. Come dire che i rami alti dell’albero viario valtellinese è giusto siano più grossi del tronco che li regge. Del resto il ministro Lunardi ha inserito nelle potenziali future strade a pedaggio proprio il tratto “alto” della statale 38.

L’altro fatto sostanziale è la pioggia di decine di milioni di euro in caduta libera su Bormio e Santa Caterina. Quest’ultima sarà anche “sull’orlo del collasso, con gli alberghi che stanno chiudendo e gli impianti di risalita vetusti”, ma altre meritevoli stazioni sciistiche valtellinesi si trovano più o meno nella stessa situazione e nemmeno le briciole sono loro destinate.



Certamente il professor Brevini, ormai a quattro giorni dall’evento, non potrà fare miracoli dal punto di vista della comunicazione, ma almeno si adoperi per evitare un altro flop mediatico alla Valtellina, come quello dei Mondiali 1985, che invece di incentivare il turismo in valle, non essendo essa uniformemente pronta, furono sostanzialmente un’occasione sciupata.

Un intervento di potenziamento d’una sola porzione del territorio infatti (impianti, palazzetti, parcheggi, viabilità, ecc.) finisce per penalizzare a livello di concorrenza sostenibile tutte le altre stazioni, che già faticano a sopravvivere causa l’altra spietata concorrenza, istituzionalmente legalizzata, di Regioni a Statuto Speciale dalla finanza super agevolata per operatori ed enti pubblici. In questo modo il rischio per il futuro è di creare in Valtellina zone di serie A e altre di serie B o C, provocando una lotta fratricida a colpi di ribassi per poter campare.

Vorrei quindi rivolgere al (certamente incolpevole) prof. Brevini, in modo che almeno dal punto di vista informativo possa rappresentare correttamente, oltre a quelle dell’ALTA, anche le istanze dell’ALTRA Valtellina, le seguenti domande integrative a quelle già postegli.



DOMANDA 1.

Ha senso aver fatto superstrade e tangenziali in alta Valtellina e lasciato tutta la media e bassa valle con le attuali anguste statali 38 e 36?

DOMANDA 2.

Ha senso continuar a dimenticare un’arteria importante come la statale 39 dell’Aprica, oltretutto di imprescindibile collegamento dell’intera Valtellina con l’est della Lombardia e il nord-est d’Italia?

DOMANDA 3.

Non pensa che sia demagogico, da parte di alcuni politici, continuare a parlare dei “Mondiali della Valtellina”, e ancor più della “montagna lombarda”, quando i vantaggi saranno esclusivamente per Bormio e Santa Caterina?

DOMANDA 4.

Non sarebbe stato più giusto, a fronte delle necessità di riqualificazione e dei progetti esistenti in altre stazioni della provincia di Sondrio aventi un futuro nel turismo bianco, distribuire almeno parzialmente i fondi destinati dalla legge ai Mondiali per interventi mirati, invece che fare del criticabile gigantismo in alta valle?

DOMANDA 5.

Dov’è la “Promozione” a favore della Montagna di Lombardia, propagandata – questa sì – ai quattro venti, se il Pirellone non ha nemmeno la forza pubblicitaria della Provincia Autonoma di Trento e fa i dépliant e le guide infarcite di errori, come quella recentemente dedicata al Folclore popolare in Lombardia?



Franco Brevini risponde a Maurizio Bosoni

di Franco Brevini





Ringrazio l’ex sindaco Bosoni per avermi offerto la possibilità di fornire qualche necessario chiarimento sui Mondiali di sci di Bormio 2005 Lombardia. È evidente che la sede delle gare si trova nell’Alta Valle. Ma è altrettanto evidente che, essendo i Mondiali in primo luogo un evento mediatico, l’immagine che circolerà in tutto il mondo, grazie agli oltre quattrocento giornalisti e alla cinquantina di televisioni presenti, sarà quella della Valtellina, sullo sfondo della Lombardia.

Sarebbe bello che un evento sportivo potesse risolvere tutti i problemi di una zona. Ma è ovvio che ciò non può accadere. I Mondiali potranno dare visibilità alla Valtellina, ma come pensare che sanino situazioni che si trascinano da anni, spesso per quella microconflittualità locale che tanto pesa sulla politica valtellinese?



Un dato positivo comunque c’è ed è che proprio grazie ai Mondiali sono state attivate le procedure che porteranno alla riqualificazione della rete viaria della Valtellina. Quanto alla promozione del turismo valtellinese, posso tranquillizzare Bosoni: proprio questo è uno degli obiettivi del mio progetto di comunicazione. Ciò significa che grazie ai Mondiali la Valle potrà godere di un importante flusso di informazioni rivolte ai giornali di tutto il mondo. In più stiamo mettendo in piedi una struttura di esperti incaricati di lavorare sul dopo-Mondiali, in maniera da studiare il modo migliore per cogliere i benefici portati dalle gare.



Non posso condividere l’accusa rivolta all’Amministratore regionale di dimenticare la montagna lombarda. Che ad esempio l’Assessorato al Turismo della Regione Lombardia abbia investito negli ultimi tempi 83 milioni di euro solo negli impianti di risalita rappresenta un segnale forte per tutti gli operatori. Anche l’Aprica ha fruito di questi benefici attraverso il finanziamento della ristrutturazione del Baradello. Inoltre il Consiglio regionale della Regione Lombardia ha organizzato una grande presenza promozionale della montagna lombarda a New York dal 6 all’11 ottobre in occasione delle manifestazioni del Columbus Day. Anche questa una grossa opportunità per la Valtellina su un mercato ricco come quello americano.



So che la nuova amministrazione comunale dell’Aprica sta collaborando attivamente con il Comitato dei Mondiali, tanto che alcune squadre saranno ospitate nella stazione valtellinese e useranno le splendide piste che offre per l’allenamento degli atleti. Proprio l’Aprica, accanto a Chiavenna, Sondrio, Tirano e Bormio, sarà domenica 26 settembre, una delle tappe del Road Show che il truck dei Mondiali intraprenderà per portare Bormio e la Valtellina in Italia e in Europa.

Vorrei concludere auspicando che non si parli né di alta, né di altra Valtellina, ma semplicemente di Valtellina. È quello che i Mondiali stanno facendo.





Pareri divisi: testa a testa per quel che riguarda i risultati del sondaggio presente su discoveryalps a proposito dei mondiali 2005: attualmente – seppur di poco – prevale l’opinione per cui questo evento NON porterà benefici a tutta la provincia di Sondrio.

Il risultato (in progress) del sondaggio