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In Alto Adige è stata approvata la Legge Provinciale che regolamenta le misure di contenimento della diffusione del virus SARS-COV-2 nella fase di ripresa delle attività, una normativa che introduce anche importanti novità per gli operatori legati al settore del turismo della provincia di Bolzano. Il tutto è in vigore dal 9 maggio 2020. La legge è stata approvata dopo un’attenta analisi dei dati comunicati negli ultimi giorni dall’Azienda sanitaria dell’Alto Adige coinvolgendo anche massimi esperti. Infatti, sono sempre più rassicuranti i numeri relativi all’attuale situazione legata alla diffusione del Covid-19 sul territorio, registrando da giorni sempre più casi di guariti e un numero sempre più esiguo – e in certi casi nullo – di contagi e di decessi.

L’Alto Adige ha deciso di disegnare una roadmap concreta per la Fase 2, innanzitutto perché vogliamo assumere responsabilità. Autonomia non significa godere di privilegi, bensì assumersi la responsabilità di amministrare e gestire al meglio un territorio. Proprio per questo motivo, il Consiglio Provinciale ha approvato una legge provinciale, che disciplina i vari passi della Fase 2. Responsabilità significa in questo senso mettere la salute e la sicurezza al primo posto e tenere conto delle esigenze economiche e sociali della nostra popolazione”, dichiara il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano Arno Kompatscher.

Le misure contenute nella Legge prevedono la riapertura il 25 maggio 2020 delle numerose e diverse strutture ricettive presenti sul territorio, con un ulteriore rafforzamento di tutti i processi e standard di igienizzazione e sanificazione che, da sempre, gli operatori altoatesini del settore mettono in atto e che sono ben riconosciute in Italia e nel resto del mondo.

In particolare, dal 9 maggio sono aperte tutte le strutture legate al commercio al dettaglio, dall’11 maggio bar, ristoranti e gelaterie, sempre l’11 i servizi alla persona, musei e biblioteche e il 25 maggio le strutture ricettive e gli impianti di risalita.

“Dal punto di vista della salute, oggi possiamo dire che abbiamo risalito la china. Naturalmente non abbiamo esperienza delle conseguenze a lungo termine di questa malattia, ma nell’elaborare i provvedimenti relativi abbiamo attinto alle conoscenze dei migliori esperti locali nello scambio a livello internazionale. La situazione in Alto Adige si è evoluta molto bene e, grazie a misure rigorose, ci sono le condizioni affinché l’Alto Adige diventi una delle regioni più sicure dell’arco alpino, perché con la nuova legge provinciale offriamo uno degli standard più elevati d’Europa”, afferma Thomas Widmann, Assessore Provinciale alla Sanità. “Lo stretto scambio e la collaborazione con l’industria alberghiera dimostrano che qui si lavora con un’ampia visione e determinazione. Di questo sono molto lieto”, conclude Widmann.

Le misure più importanti che dovranno essere adottate a livello turistico per assicurare la maggior sicurezza dell’ospite si vanno ad aggiungere alle ben note misure generali che prevedono il distanziamento, l’utilizzo di protezioni delle vie respiratorie, il divieto di creare assembramenti, la disinfezione delle mani e la regolamentazione degli accessi negli spazi pubblici.

“Gli ultimi mesi hanno cambiato radicalmente le nostre vite ed è probabile che la situazione di emergenza continui a influenzare le nostre abitudini e la quotidianità. In Alto Adige vogliamo continuare con forza ancora maggiore a sviluppare un’offerta turistica che metta la persona al centro di tutto. Per questo motivo abbiamo cercato in tutti i modi di evitare che si interrompesse il dialogo diretto con i nostri ospiti e ora guardiamo fiduciosi in avanti. Siamo di nuovo pronti per far vivere, in sicurezza, un’esperienza unica tra le bellezze del nostro territorio”, così commenta Erwin Hinteregger, direttore generale di IDM Alto Adige.

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Le misure per il settore turistico in Alto Adige

“Le strutture sono pronte ad applicare con grande minuziosità e senso di responsabilità le misure decise per far ripartire il turismo. È evidente, che dovremo imparare a convivere con il virus almeno per i prossimi mesi e il nostro compito consiste nel permettere ai turisti di visitare la nostra terra con la massima sicurezza possibile”, sostiene Manfred Pinzger, presidente dell’unione albergatori e pubblici esercenti dell’Alto Adige.

La legge approvata include le seguenti misure per la protezione degli ospiti e del pubblico:

  • In tutte le attività quotidiane e negli spazi pubblici va rispettata la regola dei due metri di distanza tra le persone, eccetto tra i membri dello stesso nucleo familiare convivente. Al di sotto della distanza minima di due metri, vige l’obbligo dell’uso di protezioni delle vie respiratorie. Inoltre, nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, è fatto obbligo per tutti di usare le protezioni delle vie respiratorie e di mantenere una distanza interpersonale di un metro indipendentemente dall’uso delle protezioni.
  • Il numero di persone che possono essere presenti contemporaneamente negli spazi comuni di hotel e altri esercizi ricettivi a carattere alberghiero è limitato. In generale, deve essere sempre mantenuta una distanza interpersonale di due metri, eccetto tra i membri dello stesso nucleo familiare convivente e persone che alloggiano nella stessa stanza. Le piscine all’aperto sono autorizzate a riaprire, mentre non lo sono, al momento, le piscine indoor e le saune. È fatta eccezione per le strutture Covid protected area, in cui il personale e gli ospiti devono essere obbligatoriamente sottoposti a test per accertare la negatività al COVID-19.
  • Ristoranti e bar non possono accogliere un numero di ospiti superiore a quello dei posti a sedere disponibili. I tavoli devono essere disposti in modo tale che ci sia una distanza di due metri tra le persone o di un metro tra una schiena e l’altra, eccetto tra i membri dello stesso nucleo familiare convivente. Questa distanza può essere ridotta solo se tra le persone vengono installati dispositivi di separazione adeguati per prevenire il droplet. Solo al tavolo è permesso di non utilizzare le protezioni delle vie respiratorie. Il personale di servizio deve utilizzare maschere del tipo FFP2.
  • La capacità dei mezzi di trasporto pubblici è limitata al 60% della portata massima. Sui mezzi e durante le operazioni di salita e discesa dagli stessi vale la regola della distanza di 1 metro. I passeggeri hanno l’obbligo di usare esclusivamente i posti a sedere indicati e di indossare protezioni che coprano naso e bocca.
  • Gli impianti a fune possono trasportare massimo i 2/3 della capienza massima di passeggeri negli impianti a fune a veicoli chiusi, eccetto il caso di membri dello stesso nucleo familiare convivente. Nelle aree di attesa è obbligatorio rispettare le distanze minime di sicurezza e garantire la disponibilità costante di mezzi di disinfezione delle mani. I mezzi devono essere disinfettati regolarmente.
  • È nuovamente consentito praticare attività sportive all’aperto, a condizione che non assumono la forma di sport di squadra e che venga mantenuta una distanza interpersonale di sicurezza di tre metri. Tale regola non vale per i membri dello stesso nucleo familiare convivente. Al di sotto della distanza interpersonale di tre metri è fatto obbligo di usare le protezioni delle vie respiratorie.
  • La visita dei musei è consentita nel rispetto delle regole generali, come l’obbligo di usare protezioni delle vie respiratorie.
  • Tutti i negozi e gli esercizi commerciali potranno riprendere la loro attività a partire dal momento dell’entrata in vigore della legge. L’uso dei guanti “usa e getta” nelle attività di acquisto, in particolar modo per l’acquisto di alimenti e bevande, è obbligatorio. Le aree delle casse devono essere divise con dispositivi di protezione. Gli accessi devono essere regolamentati e scaglionati. A tal fine, è consentito ampliare le normali fasce orarie. I piccoli negozi con una superficie di vendita inferiore a 50 m2 devono applicare la regola del 1/10, che consente la presenza all’interno del negozio di massimo un cliente per 10 m2.
  • La Giunta Provinciale ha nominato una commissione composta da cinque esperti di epidemiologia, statistica, igiene e salute pubblica, incaricata di sorvegliare attentamente la situazione e monitorare l’andamento delle infezioni da Coronavirus. Qualora la curva dei contagi in Alto Adige dovesse tornare a crescere e ci si avvicinasse alla capacità massima del sistema sanitario, la commissione proporrà al Presidente della Provincia nuove misure per limitare il rischio d’infezione.

Photo credits: Alto Adige IDM_Andreas Mierswa

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