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La Capanna Regina Margherita, nel massiccio del Monte Rosa, è stata costruita esattamente sulla Punta Gnifetti (Signalkuppe) a 4554 s l m.: per poterla costruire, alla fine dell’’800, hanno dovuto appiattirle la cima!

E’ il 14 luglio 1889 quando l’Assemblea dei delegati del CAI approva il progetto di costruire una capanna a oltre 4500 metri “per consentire ad alpinisti e scienziati maggior agio ai loro intenti in un ricovero elevatissimo, nel 1890 poi, viene scelto il luogo, la punta Gnifetti. La capanna, viene predisposta a valle e trasportata, prima con i muli e poi a spalla, con un complesso sistema di lavoro a catena e poi montata sulla vetta. In tre anni è ultimata e inaugurata il 4 settembre 1893. Qualche giorno prima, il 18 e 19 agosto, accompagnata da Guide e Portatori vi aveva pernottato la Regina Margherita, alla quale il rifugio è stato dedicato. Nel 1895, Angelo Mosso medico, fisiologo e archeologo di grande reputazione fonda, alla Capanna Regina Margherita una stazione scientifica che con l’ Istituto del Col d’Olen, inaugurato nel 1907, danno l’avvio allo studio della fisiologia ad alta quota e alla medicina di montagna e aeronautica. Nel 1899 alla Capanna viene anche aggiunta una torretta destinata ad osservatorio meteorologico.
Sempre in quegli anni, è il 1903, a Londra il Consiglio Internazionale delle Accademie riconosce la Capanna Margherita istituzione di “utilità scientifica e meritevole di appoggio”. Infine, nel 1976 il vecchio rifugio mostra segni evidenti di logoramento così, nel 1977 la Sezione del CAI Varallo, alla quale il CAI Centrale ha dato in concessione il rifugio, da inizio ai lavori per la nuova Capanna che viene inaugurata il 30 agosto 1980.

La struttura attuale dispone, nella stagione estiva – che va approssimativamente dai primi giorni di giugno ai primi giorni di settembre, a seconda dell’innevamento-  di 70 posti letto in camerette con letti a castello, una sala bar e ristorante, servizi comuni, illuminazione elettrica e chiamata di radio soccorso. Il locale invernale invece dispone di 12 posti letto dotati di coperte, gas, materiale da cucina ed illuminazione, ma non è gestito. Nonostante l’altezza e la severità del luogo, l’ospitalità che offre la Capanna è di diverse tipologie di trattamento: la mezza pensione che comprende il pernottamento, la colazione a buffet dolce & salato, la cena (2 primi, secondo con contorno, pane e dessert), tè thermos. Un trattamento di B&B, nel quale è compreso il pernottamento, la colazione a buffet dolce & salato, tè thermos.

Da sempre ambita meta di migliaia di alpinisti, che la raggiungono percorrendo le diverse vie di salita da Alagna Valsesia, Gressoney, Champoluc, Macugnaga, Zermatt , la Capanna Regina Mergherita permette un facile accesso ai diversi itinerari, escursioni, traversate o ascensioni a tutte le vette centrali del Monte Rosa: Parrot, Lyskamm, Zumstein, Dufour. Molti alpinisti usano trascorrere la notte un po’ più in basso, alla Capanna Gnifetti o al Rifugio Città di Mantova, per acclimatarsi e per poter ripartire all’alba del mattino successivo verso la Capanna Margherita dove, dopo un meritato ristoro hanno il tempo necessario per rientrare a valle in giornata. Altri invece, salgono direttamente senza tappe intermedie, mettendo in preventivo di passare la notte presso il “rifugio più alto d’Europa”, consapevoli che sarà “disturbata” dai problemi dovuti all’alta quota, il cosiddetto “mal di montagna”. Questo però permette loro, il mattino seguente, di proseguire riposati nelle mitiche traversate della “Zumstein-Dufour-Nordend” oppure “Lyskamm-Castore”, favoriti dalla partenza in discesa! Un altro buon motivo per pernottare a queste quote è il panorama. Da queste altezze, ogni alba è diversa, con colori incredibili che a volte possono essere resi più emozionanti da un inattesa nevicata notturna, oppure dalla presenza del mare di nuvole sottostante, che isola dal resto del mondo. Nelle serate più terse poi, lo spettacolo del tramonto regala sensazioni ogni volta particolari, tutto dipende dalla tonalità delle nuvole e dai giochi di vento.

In certi momenti può anche apparire lo Spettro di Brocken, un fenomeno ottico di rara osservabilità: poiché è visibile in direzione opposta a quella del Sole, prodotto dalla luce riflessa verso la sua fonte da una nuvola di goccioline d’acqua di dimensioni uniformi. E’ un’illusione, un enorme ingrandimento dell’ombra proiettata dall’osservatore, quando il Sole è basso, sulla superficie delle nuvole che circondano una montagna su cui l’osservatore si trova. Si scorge così una grossa piramide e una figura squadrata sulla sua sommità ed alla destra le sagome della Punta Gnifetti, della Capanna Margherita e… dello “spettatore” che, stupito, si muove per avere la certezza di essere proprio lui nel riflesso!
La notte invece, regala una visuale a 360° delle vette circostanti e dei loro profili schiariti dalla luna, con le stelle che da quest’altezza sembrano vicinissime, anche le luci delle città sono molto più scintillanti!

A volte la Capanna Margherita è stata anche al centro di polemiche per la sua posizione, ma nel 2002 ha ottenuto la Certificazione UNI EN ISO 14001 che comprova il suo minimo impatto sull’ambiente circostante.

La capanna Regina Margherita, il rifugio più alto d’Europa, non è soltanto un accogliente riparo per gli alpinisti ma, rispettando la sua vocazione storica, è anche un importante osservatorio fisico-meteorologico della Regione Piemonte e un laboratorio convenzionato con l’Università di Torino, sede di ricerche mediche e scientifiche, che ne fanno uno dei laboratori attrezzati più alti al mondo. Proprio a questo scopo, alcuni locali della struttura, in certi periodi della stagione estiva, vengono adibiti a centro ricerche, dove ogni anno si avvicendano staff medici provenienti da diversi paesi del mondo. Qui vengono raccolti dati tramite i questionari distribuiti agli alpinisti che salgono e, in alcuni casi, vengono anche raccolti e valutati gli esiti dei test e degli esami effettuati sui volontari presenti: misurazione della pressione, spirometria per la funzionalità respiratoria, saturazione dell’ossigeno, elettrocardiogramma ed alcuni controlli neurologici. Dal18 luglio al 2 agosto 1998, si è tenuto alla Capanna Regina Margherita un “Progetto scientifico” organizzato dalla Fondazione S. Maugeri di Veruno (No),dall’University of California di San Diego e dal Club Alpino Italiano, coordinato dal team medico composto dal Dottor George Cremona e dalla Dottoressa Paola Lanfranchi, che ha permesso di sottoporre diverse decine di alpinisti ad una serie di test e controlli.

Per chi invece, pernottando alla La Capanna Regina Margherita, desidera trascorre il tempo libero rilassandosi in attesa della sera e della notte, dal 6 agosto 2004 ha a disposizione la Biblioteca più alta d’Europa!Si tratta del distaccamento della Biblioteca Italo Grassi, intitolata al maestro di sci e guida alpina Emilio De Tomasi scomparso nel 2002, dotata di ben 160 libri e riviste specializzate, in varie lingue, messe a disposizione dal prezioso contributo di alcune Case Editrici.

E’ importante comunque ricordare che la salita alla Capanna Regina Margherita, come tutte le ascensioni, è di carattere alpinistico e richiede attrezzatura da alta montagna. E’ quindi prudente verificate sempre le condizioni meteorologiche, l’apertura della capanna e, per i non esperti, rivolgersi ad una guida abilitata, che è certamente ben informata sulle condizioni del ghiacciaio e del manto nevoso!

Web Capanna Regina Margherita:


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