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Si alza il sipario sul trittico di gare dell’Alpe Cimbra: Lavarone Bike, Nosellari Bike e 100km dei Forti. Si è iniziato venerdì 7 giugno con la Lavarone Bike. Il percorso è completamente variato rispetto all’anno scorso. Un anello di 26.4 km, con un dislivello di 970 mt., si sviluppa principalmente nei boschi del Monte Tablat e Monte Belem, transitando anche sul sentiero tematico “Il Respiro degli Alberi”. Partenza e arrivo a Gionghi, il centro di Lavarone.Il presidente del Comitato Organizzatore, Enzo Merz: “La prima attenzione è dedicata al meteo, au-spichiamo giornate meravigliose perché la manifestazione lo merita davvero, e lo meritano davvero tutti coloro che ne prenderanno parte. E’ un trittico di gare stupende, perché stupendo è il territorio in cui esse sono inserire, intriso di valori e di significati, uno per tutti, l’importante messaggio di unione e di pace che i luoghi della Grande Guerra, qui, hanno il potere di trasmettere a chiunque li varchi”. Complice infatti il bel tempo, molti hanno scelto proprio la tre giorni “dei Forti” per fare gamba. Le pessime condizioni meteorologiche che hanno caratterizzato la primavera non hanno permesso agli atleti di allenarsi a dovere. Queste tre gare fanno proprio al caso loro. Nel centro di Lavarone, alle 9:30, sulla linea di partenza, c’erano quasi 200 atleti.

La griglia di partenza della Lavarone Bike 2019

Cronaca della Lavarone Bike 2019

La gara viene raccontata con le parole dei tre uomini sul podio. Il vincitore, Stefano Dal Grande: “Stavo bene, mi imma-ginavo una gara diversa rispetto all’anno scorso, invece salite molto più lunghe, più belle, suggestive. Sono stato subito davanti, stavo bene, poi ho sentito dal mio compagno d’Agostino che Chiarini (Ric-cardo ndr) aveva forato e quindi in modo tranquillo, se così si può dire, siamo arrivati. Ho avuto un problema meccanico nella parte fangosa e quindi ho dovuto fermarmi. Con calma ho riparato, aveva-mo un buon vantaggio. Marco mi ha aspettato e siamo arrivati insieme”. Il compagno e secondo classificato Marco D’Agostino: “Come sapevo era un cross country, ho tenuto duro perché c’era Chiarini con noi. Circa a metà gara poi, Chiarini ha avuto un problema tecnico e subito dopo anche il mio compagno, quindi mi sono fermato ad aspettarlo e siamo arrivati primo e se-condo. Tutta la gara ha avuto un ritmo pazzesco. Il percorso fantastico tutto sottobosco, bellissimo davvero”. Completa il podio, Kevin Fantinato (Team Bsr): “E’ andata bene, sono venuto per puntare al podio. I due della Bottecchia hanno più esperienza di me, per avere vent’anni sono abbastanza contento. Il momento più duro per me è stato all’inizio con il forcing di Dal Grande che ha fatto la differenza. Ho avuto un problema al cambio. Nel finale, sapendo di essere uno dei più potenti in volata, ho dato tutto battendo Domenico Valerio.”

Questa mattina, sulla linea di partenza, l’uomo della OMAP Cicli Andreis Christian Pallaoro, arrivato poi quinto, aveva lodato il tracciato: “Il percorso è veramente bello molto interessante e divertente, con tratti tecnici ma scorrevoli. Condizioni perfette e segnalato molto bene.” All’arrivo Pallaoro ha ribadito: “E’ stata dura, una gara tirata, con un livello veramente alto, abbiamo fatto un tempo stratosferico perché siamo andati fortissimo fin da subito. Avevo provato la gara nei giorni scorsi ma non mi aspettavo una gara così veloce. Dopo il secondo passaggio verso i Bertoldi è stato il momento più duro. Hanno aumentato il ritmo, ho sofferto un po’ e ho recuperato nel finale. Mi è mancato quel pizzico, però va bene così”.

Chiara Burato vince la Lavaroe Bike 2019

Sul fronte femminile, sfortuna vuole per l’attesa Katazina Sosna (TORPADO) che al 10km ha preso un chiodo nella ruota posteriore. Causa irreparabile, che le è costato il ritiro. Per fortuna Katazina è qui a Lavarone anche e soprattutto per allenarsi. Ha momentaneamente abbandonato il mondo delle Marathon per dedicarsi al cross country in previsione delle Olimpiadi: “Sono venuta a Lavarone proprio per allenarmi. Non c’è posto migliore sia come percorsi che come organizzazione delle gare, sono al top”. Sul podio femminile quindi sono salite Chiara Burato (OMAP Cicli Andreis) che ha concluso la gara in 1:22:03 davanti a Veronica Di Fant (Vertical Sport KTM Team) e ad Enrica Furlan (Spezzotto Bike Team Morgantini World). Miss Burato, che veste anche la maglia di leader femminile del Circuito Trentino MTB arriva al tra-guardo con nonchalance: “Dura, non me la immaginavo così tosta. Ai 19 km pensavo fosse finita! Il percorso però è bellissimo, non troppo fangoso. Spero di arrivare a domenica!” Ora tutti a sgambare per prepararsi a domani. C’è la Nosellari Bike con un percorso praticamente identico a quello dello scorso anno: km 37 – dislivello m. 1051 e con un tempo massimo di percorren-za di 4 ore. La partenza è proprio a Nosellari, con passaggi al Lago di Lavarone, ad alcune delle malghe più caratteristiche dell’Alpe e ad alcuni dei Forti storici della zona. E ci avvicina alla gara regina di domenica.