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Se le tre gare che annovera potevano contare già da tempo su un grande prestigio, da quando sono entrate a far parte di «DoloMyths Run», il festival fassano dedicato alla corsa in montagna, hanno acquisito un peso specifico ancora maggiore nel calendario internazionale. La ultratrail del 13 luglio, il vertical del 19 e la skyrace del 21 possono ormai essere considerati dei “must” per i cultori di questa disciplina, che ben conoscono la qualità degli ambienti naturali nei quali si corre, la selettività dei percorsi, il livello elevatissimo dei concorrenti e la qualità della macchina organizzativa, che lavora per un anno intero al fine di proporre agli atleti una cornice perfetta nella quale sudare. Da quest’anno, inoltre, la «DoloMyths Run Skyrace» è entrata a far parte del circuito delle «Golden Trail World Series», scalando così un altro gradino nel ranking mondiale.

È ancora presto per sapere con precisione quali saranno i concorrenti in grado di puntare al podio, ma si prospetta una battaglia fra grandi nomi, fra i quali già compare quello di Davide Magnini, l’atleta solandro, classe 1997, che ha legato più volte il proprio nome a questa competizione, sia nella versione vertical sia in versione skyrace. «I percorsi sono stupendi e ti stimolano a dare il massimo – afferma – inoltre questa volta, in virtù della nuova prestigiosa validità, troverò un lotto di avversari ancora più agguerrito del solito».

Davide ha cominciato nel segno dei successi la stagione della corsa, anche se deve convivere ancora con un problema fisico. «In febbraio ho dovuto fermarmi per un’infiammazione al malleolo – spiega – con la quale sto ancora facendo i conti. Ho affrontato i Mondiali di scialpinismo in condizioni non ottimali e poi ho dovuto rinunciare al Trofeo Mezzalama, perché il mio compagno si è ammalato. Avendo sciato fino a maggio, ho quindi deciso di cimentarmi subito nelle gare vertical, dove sono riuscito a far valere il mio buono stato di forma, contando sul fatto che in questo tipo di sfide si affronta solo la salita e quindi la caviglia non mi avrebbe dato grossi problemi. Così ho vinto il Campionato italiano assoluto di chilometro verticale a Casto, ho vinto la “Darfo – Cervera” e fissato il nuovo record (che resisteva dal 1986) e ho vinto la “Road to Zermatt”, prova di selezione per i Campionati Europei di corsa in montagna. Prima della DolomMyths Run parteciperò alla Marathon du Mont Blanc e ai Campionati Europei».

Quali gare sceglierai a Canazei? «Sia il vertical sia la skyrace, come lo scorso anno, quando affrontai la prima per preparare al meglio la seconda, ma poi finì che le cose andarono molto meglio il venerdì».

La prima competizione in programma in Val di Fassa è però la gara ultratrail, che sabato 13 luglio poterà i concorrenti lungo un tracciato disegnato sul Gruppo del Sella, fra Alto Adige, Veneto e Trentino, 61,5 chilometri e 3.380 metri di dislivello positivo attraverso le quattro valli ladine dolomitiche di Gardena, Livinallongo, Fassa e Badia. La novità del 2019 è rappresentata dalla creazione di un secondo tracciato più breve, esattamente di 26 chilometri con 1.600 di dislivello positivo, denominato «Half DoloMyths Run Sellaronda», lanciato per portare alle pendici del gruppo del Sella un target di diverso, verosimilmente più ampio, di runner.