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Comunicata stampa Regione Lombardia del 16.12.2019 – “Con la legge regionale di oggi, i concessionari di grandi derivazioni idroelettriche avranno l’obbligo di cedere energia gratuita alla Regione Lombardia, la quale almeno nella misura del 50% dovrà ridistribuirla per i servizi presenti sui territori provinciali dove insistono le centrali. Per la Provincia di Sondrio, interamente montana, è previsto fino al 100%.”

A dirlo soddisfatto è l’assessore regionale con delega a Enti locali, Montagna, Piccoli Comuni e Risorse Energetiche Massimo Sertori, nel commentare l’emendamento al pdl 100 “Collegato 2020”, che è stato approvato dalla maggioranza del Consiglio regionale con l’astensione dei Gruppi di minoranza.

“La norma – continua Sertori – elenca i servizi ai quali potrà essere attribuita l’energia gratuita o la sua monetizzazione equivalente. In particolare verrà data priorità ai servizi sanitari, servizi sociosanitari e assistenziali, servizi educativi e scolastici, servizi ambientali e di protezione civile, trasporto pubblico locale, servizi sportivi e ricreativi. Per quanto riguarda la Regione Lombardia, il valore dell’energia gratuita che i concessionari di gradi derivazioni dovranno cedere a partire dal 2020, si stima in circa 20 milioni di euro all’anno”.

“La norma – sottolinea Sertori – disciplina inoltre una serie di aspetti attuativi, nonché di scadenze. Un primo passo importantissimo verso l’autonomia applicata. L’attività idroelettrica, che nella maggioranza dei casi viene svolta nei territori montani, lascia agli stessi risorse importanti che vengono utilizzate per attenuare il maggior costo dei servizi nei territori montani. Tale provvedimento è un aiuto fattivo per scongiurare lo spopolamento di questi territori”.

La normativa é una prima applicazione della legge statale sul rinnovo delle concessioni idroelettriche, approvata nel dicembre 2018 con il governo Lega-5 stelle. “Si chiude oggi una prima parte molto importante di un percorso iniziato tempo fa e che ha portato dapprima all’approvazione della legge nazionale e ora all’approvazione della prima parte della legge regionale”.