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6 persone impegnate per 2 mesi sul territorio del Verbano – Cusio – Ossola; 26 rifugi alpini visitati (per un totale di 859 posti letto); 4.420 chilometri d’auto percorsi; 7.685 m di dislivello compiuti (quasi come salire sul Gasherbrum IV). Solo alcuni dati di sintesi, utili per dare un’idea della prima fase di attività del progetto VETTA che ha visto i ricercatori del Dipartimento di Scienze Merceologiche dell'Università di Torino, sotto la responsabilità scientifica del Prof. Riccardo Beltramo, impegnati sul territorio dell’Ossola, a partire dalla prima settimana di Luglio.

L’attività ha avuto un duplice scopo:

  1. creare un archivio di dati aggiornato sulle dotazioni impiantistiche e tecnologiche delle strutture ricettive d’alta quota, nonché sulle modalità gestionali di erogazione dell’offerta turistica;
  2. definire uno strumento di qualificazione e valorizzazione dei rifugi alpini: la Carta di Qualità i cui criteri saranno condivisi discussi e condivisi con il Club Alpino Italiano, le Associazioni dei Gestori dei rifugi ed ISNART con cui il Dipartimento di Scienze Merceologiche collaborerà per la creazione del marchio “Ospitalità Italiana per rifugi escursionisti ed alpini”, al momento non ancora disponibile a livello nazionale per tali strutture.

Per maggiori informazioni sul progetto, è possibile consultare il sito della Regione Piemonte e del Dipartimento di Scienza Merceologiche, segnalati in calce alla notizia.

V.E.T.T.A. – Valorizzazione delle Esperienze e dei prodotti Turistici Transfrontalieri delle medie e Alte quote, è un progetto di cooperazione transfontaliera Italo – Svizzera 2007-2013 con capofila la Regione Piemonte, che coordina le azioni sul versante italiano.

Nella foto: Veduta dalle camere del Rifugio Somma Lombardo (Stefano Duglio)