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La consigliera proponente Adriana Viérin, ha ripercorso le tappe della storia del soccorso alpino valdostano, staccatosi dal Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico (CNSAS) nel 1975 e fino ad adesso inquadrato come sezione dell’Unione Valdostana Guide di Alta Montagna.

«Il numero totale degli interventi – ha riferito la Viérin –  in un anno si avvicina a ottocento. Il Soccorso ricopre ormai una vera funzione di interesse pubblico e costituisce una importante componente operativa della protezione civile della Valle d’Aosta. Ecco perché una nuova legge è necessaria per definirne meglio il ruolo, le finalità e i doveri.»  La legge definisce gli ambiti di attività del servizio di soccorso in montagna e stabilisce che la Regione per il loro svolgimento si avvalga del soccorso alpino valdostano, ente di diritto privato, che in ambito regionale assume ad ogni effetto le funzioni del CNSAS, come questo inserito nel sistema di protezione civile.

Riguardo alle disposizioni finanziarie, nell’ottica del contenimento della spesa pubblica, sopprime il contributo a pareggio di bilancio previsto dalle disposizioni vigenti, e lo sostituisce con un tetto massimo di spesa rappresentato dagli appositi stanziamenti di bilancio.

Il gruppo regionale Arcobaleno – Vallée d’Aoste, che si è astenuto, in un suo comunicato ha sottolineato due forti criticità della legge. «La prima riguarda la possibilità che la nuova formulazione normativa possa creare delle inopportune sovrapposizioni di compiti, ruoli e funzioni tra  i tecnici specialisti del Soccorso Alpino Valdostano e i professionisti del Corpo regionale dei Vigili del Fuoco. La seconda concerne l’ennesimo tentativo da parte del Presidente della Regione, attraverso la nomina del Direttore da parte del Governo regionale,  di porre sotto tutela e controllo politico un’associazione che fino ad oggi  sceglieva autonomamente, mediante il consiglio direttivo, il proprio responsabile tecnico.» 

Timore di sovrapposizione di ruoli tra Soccorso alpino e Vigili del Fuoco sono stati espressi anche dal Consigliere Massimo Lattanzi (Casa delle Libertà) che concludeva il suo intervento affermando: «È comunque solo un primo passo verso una maggiore efficacia di tutto il sistema del soccorso.» E anche per il consigliere Giovanni Sandri (Gauche Valdôtaine-DS) «Questa legge non fa una scelta, fa solo un passo avanti e nulla più.»

Alcuni operatori del Soccorso hanno peraltro espresso il loro dissenso lamentando il ruolo marginale delle guide alpine nel nuovo disegno di legge e chiedendo che la stesura dello Statuto possa essere effettuata a livello collegiale con la partecipazione dei tecnici che fino ad adesso hanno permesso l’operatività del soccorso stesso.