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Siamo nelle Alpi Apuane, laddove passava la linea gotica. Terre ricche di memorie della guerra e della resistenza. Terre abbandonate come gran parte delle nostre montagne. Pacifico, un sessantenne dagli occhi azzurri e dalla parlata toscana, vive isolato con qualche pecora in una vecchia casa non sua, che la proprietà ha messo in vendita.

La sua vita di relazione, a dispetto della sua collocazione isolata, è ricca. Si viene a sapere che ha tre nipotini, quindi una famiglia. Incontra molta gente, alcuni occasionalmente, con altri si intuisce una frequentazione non episodica. La sua filosofia si fonda su di un caposaldo che riafferma ogni volta che gliene viene data occasione: la terra è la salvezza di fronte a ogni crisi.

Il culto della memoria della guerra partigiana viene alimentato dalla sequenza iniziale del film, con una lezione di storia all'aperto, dal supporto che Pacifico dà a un giovane regista che  sta girando un documentario, dai canti e dalle conversazioni. Il presente si impone attraverso la proposizione di un talk show radiofonico con un delirante fan di Berlusconi, nella conversazione con il prossimo nuovo proprietario della tenuta, un tedesco impiantato in Italia, e infine nei continui riferimenti alla crisi e alle sue drammatiche conseguenze sociali. Il futuro sta solo nella condiscendenza del nuovo padrone, che assicura continuità a una vita senza prospettive.

Detto questo per la cronaca, il regista siciliano Simone Rapisarda Casanova (già selezionato qualche anno fa per la stessa sezione, 'Cineasti del presente') dietro un titolo presuntuoso, ci offre ben poco.

Non c'è niente in questa montagna che ci dia speranza, non riesce neppure a difenderci dagli echi rumorosi e volgari della discussione politica, non ci salva dalle regole del mercato. Qualche ripresa macro pare indicarci la scoperta della bellezza del piccolo, ma anche questo è un suggerimento irrisolto.

La nobiltà della memoria sembra alfine banalizzata, ridotta com'è all'episodio della lezione, alla funzione scenica del cortometraggio dilettantesco o a qualche canto stonato. Quale sia 'la creazione di significato' sfugge, a nostro avviso, ai più. Tra questi, al sottoscritto.

Nella foto, un'immagine delle Alpi Apuane, in cui il film è ambientato.