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Madonna di Campiglio a  quota 1550 m. è una palestra all’aria aperta! Circondata dall’incontaminato ambiente del Parco Naturale Adamello – Brenta, offre 450 km di sentieri di montagna, vie ferrate di diversa difficoltà, percorsi per mountain-bike  e infinite possibilità di praticare ogni tipo di sport all’aria aperta: dal golf al tennis, dalla pesca al parapendio all’arrampicata classica e sportiva. Bastano pochi passi fuori dal centro abitato per immergersi in laghi, vallette, ruscelli, malghe e rifugi al cospetto delle maestose Dolomiti di  Brenta a est e dei picchi granitici innevati dei gruppi dell’Adamello e Presanella a ovest, da cui discendono i corsi d’acqua che formano le spettacolari cascate Nardis e Lares della Val Genova.

Un territorio di 620 kmq ricco di elementi naturalistici, un vero e proprio paradiso della biodiversità, con centinaia di esemplari di fauna e flora selvatiche e che, dal 2009 è  diventato anche Patrimonio UNESCO. Qui, l’alpinismo pionieristico fece capolino verso la fine dell’800 e destò l’interesse degli appassionati, soprattutto inglesi e tedeschi, che si facevano accompagnare nelle loro imprese, dalle prime guide locali e dai cacciatori di camosci. Nel 1872 fu fondata la Società degli Alpinisti Tridentini, mentre la prima conquista alpinistica nel Gruppo del Brenta fu l’ascensione della Cima Tosa, nel luglio del 1885, compiuta da una cordata trentina. Le imprese alpinistiche si infittirono negli anni successivi ed emblematica  fu la conquista del Campanil Basso, il 18 agosto 1899 ad opera dei tirolesi Otto Ampferer e Karl Berger.

telecabina Pradalago di Madonna di Campiglio

telecabina Pradalago di Madonna di Campiglio

Madonna di Campiglio come tutte le “perle alpine” visitate dal tour di Herno, ha un’origine antica, i primi documenti che la citano la fanno risalire all’anno 1190, a quel tempo tale Raimondo, in espiazione dei suoi peccati, decise di fondare un monastero-ospizio rivolto all’assistenza del viandante. Il monastero-ospizio crebbe in fretta e arrivò a contare 20 monaci e 5 suore. Poi cominciò un lungo periodo di declino fino a quando Giambattista Righi di Strembo nel 1868 acquistò dalla mensa capitolare di Trento per 40.000 fiorini l’intera sostanza dell’ex-monastero di Santa Maria di Campiglio. Erano luoghi di passaggio di commercianti di bestiame, di legname, di ferro, di vino, di sale e di derrate che salivano dalla Pianura Padana diretta in val di Sole e Non. Nel 1875 Righi  intraprese a sue spese la costruzione della strada che collegava i centri  dell’Alta val Rendena e Pinzolo con Madonna di Campiglio, sostituì gli obsoleti fabbricati del vecchio ospizio e della chiesa tardo medioevale e vi eresse il primo albergo, lo Stabilimento Alpino, destinato ad accogliere i primi turisti della montagna. L’avventura imprenditoriale di Giambattista Righi fu portata avanti da Franz Josef Oesterreicher, già proprietario del Grand Hotel Trento, il quale subentrò nella proprietà di Campiglio nel 1882 e grazie a lui  Madonna di Campiglio si trasformò in un ricercatissimo luogo di soggiorno per la nobiltà e ricca borghesia austriaca e mitteleuropea. Tra i suoi ospiti, nel 1889 e nel 1894, ebbe addirittura la principessa Sissi e l’ imperatore Francesco Giuseppe.

La famiglia Oesterreicher rimase a Campiglio fino al 1955, ma nel frattempo,  nel 1947,  fu fondata la Società Funivie Madonna di Campiglio con lo scopo di valorizzare la pratica dello sci e quindi di promuovere la località e nel 1935 fu inaugurato il primo impianto, una slittovia costruita dall’ ingegnere Unterrichter di Trento che raggiungeva Cima Dosson dello Spinale dalla malga Campo a Campo Carlo Magno. Fu sempre allo Spinale che, due anni dopo, si disputarono le prime importanti gare di sci, i “littoriali”. Nel 1938 poi fu costruita una slittovia che dalla zona Miramonti raggiungeva la malga Patascoss, nel 1947 la seggiovia diretta allo Spinale e negli anni ’50 furono realizzate la funivia 5 Laghi ed alcune altre sciovie, mentre, la prima edizione della gara 3-Tre, ancora oggi una tra le più belle discese del Circo Bianco, arrivò a Madonna di Campiglio nel 1957, il nome indicava la formula innovativa della gara, formata da tre competizioni in tre discipline diverse, discesa,  slalom speciale e lo slalom gigante.

Da allora è stata una costante ascesa, è di questi ultimi anni il collegamento invernale tra Madonna di Campiglio e Pinzolo, grazie alla panoramica e veloce (16 minuti) telecabina Pinzolo – Campiglio Express, dotata di un innovativo sistema di lettura a distanza dello skipass, sistema che praticamente riesce ad annullare le code permettendo agli sciatori di divertirsi e spostarsi da una pista all’altra senza noiose attese. Per gli appassionati dello snowboard poi, l’Ursus Snowpark, nella zona del Grostè, al cospetto delle splendide Dolomiti di Brenta, conta un’estensione di 70.000 mq. ed è considerato una delle aree migliori d’Europa, grazie alla conformazione del terreno che si presta particolarmente alla realizzazione di salti e strutture per tutti i livelli, dai principianti ai più esperti. Il complesso ha ottenuto 4,5 stelle su 5 dalla rivista internazionale Snow-parks.com.

Madonna di Campiglio fa anche parte dello Skirama Dolomiti Adamello Brenta,  uno dei più importanti caroselli sciistici al sud delle Alpi, che comprende, oltre a Madonna di Campiglio e Pinzolo in val Rendena, Folgarida – Marilleva, Pejo e Passo del Tonale in val di Sole, Ponte di Legno, Andalo – Fai della Paganella, Monte Bondone e Folgaria – Lavarone 8 tra le più rinomate stazioni del Trentino. Un comprensorio dotato di  un unico skipass per 380 km di piste che raggiungono i 3.000 metri di quota,  sulle quali è garantita una sciabilità assoluta da novembre ad aprile. 150 impianti di risalita con  innevamento programmato al 90%.

Ma Madonna di Campiglio offre ai suoi ospiti anche un ambiente incontaminato, silenzioso tutto da esplorare praticando tranquille escursioni con le ciaspole o, per  i più avventurosi, interessanti itinerari di sci alpinismo fino all’esperienza unica dell’arrampicata su ghiaccio. Per chi invece desidera cimentarsi in un esercizio atletico più intenso tra i boschi del Parco Naturale Adamello Brenta lo può fare a passo Campo Carlo Magno dove si snodano 22 chilometri di itinerari del Centro Fondo o a  Carisolo nell’anello unico di 5 km con neve programmata e illuminazione notturna, un alternativa interessante per chi desidera allenarsi anche di notte.

Per gli appassionati del ghiaccio, nel cuore del paese, è possibile volteggiare leggeri pattinando sul laghetto ghiacciato. Mentre per chi è molto stanco o molto pigro  può lasciarsi trasportare comodamente seduto sulle slitte trainate dai cani husky. I temerari invece possono curiosare o osservare la valle dall’alto con un volo in parapendio.

Riguardo all’ ospitalità Madonna di Campiglio e Pinzolo, in Val Rendena, propongono, al turista più esigente, una galleria di selezionati hotel mountain chic, lussuose suite, cucina gourmet, trattamenti beauty e benessere in equilibrio tra tradizione e design. L’architettura è green, l’edilizia è bio e, ogni anno, cresce il numero degli hotel certificati che dimostrano una vera attenzione per l’ambiente. Ma anche wellness. I centri benessere degli hotel, dei garnì, dei residence offrono un mondo rigenerante fatto di Spa con cascate d’acqua alpina, docce emozionali, saune alle erbe e finlandesi, bagni turchi, piscine con nuoto controcorrente, jacuzzi, percorsi knaip e zone relax da mille e una notte.

La gastronomia è  improntata su una cucina genuina e legata ai prodotti della natura, del bosco dell’alpeggio e dell’allevamento locale, il tutto offerto in raffinati ristoranti o in calde stube. Molto diffusi in valle anche gli agriturismi dove vengono lavorate le materie prime da cui si ricavano prodotti biologici genuini quali miele, latte, yogurt, salumi e formaggi.  Mentre nei  rifugi in quota  il cliente è accompagnato nella voglia di cibi naturali come salumi e formaggi, polenta, funghi e selvaggina da sempre i piatti tipici per eccellenza della val Rendena. Da non dimenticare anche il gusto della grappa aromatizzata con frutti selvatici e piante d’alta quota, come il mugo e la asperula, oppure di un distillato unico, estratto dalle radici di genziana, prodotto solo in valle, capace di rendere leggero il dopocena del più luculliano dei pasti. Tra i vini il Marzemino o il Teroldego color “sangue di drago”, che si sa, sono tra i più pregiati del Trentino.

L’Après ski e la vita notturna di Madonna di Campiglio, Pinzolo e val Rendena cominciano negli innumerevoli bar e après ski sulle piste o in paese, che offrono atmosfera raffinata e stile trendy armoniosamente coniugato con lo spirito della montagna e proseguono con un’ottima cena nei tanti rifugi in quota o nei ristoranti, il divertimento può proseguire nei club e nelle discoteche che la regina delle Dolomiti è in grado di offrire.
Riguardo allo shopping, Madonna di Campiglio propone negozi di ottimo livello e di notevole interesse, con i prodotti artigianali della tradizione, oggettistica in legno, abbigliamento ricercato e di pregio e per quanti invece volessero portarsi a casa un po’ di sapori locali, una tappa nei negozi di gastronomia farà loro trovare il ghiotto salame all’aglio, la Spressa Dop, tipico formaggio prodotto con latte di mucche della pregiata razza Rendena, ma anche grappe, miele e confetture, molte delle quali biologiche e artigianali.

Informazioni turistiche

foto: Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena.