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[vc_row][vc_column][vc_column_text]Alcuni giorni fa ho potuto trascorrere un fine settimana in montagna con Hervè Barmasse nella sua Cervinia. Un breve ma intenso viaggio-avventura con gli sci d’alpinismo, vissuto ai piedi della Gran Becca, che rimarrà impresso, in modo indelebile, nella memoria… Ecco il mio racconto.

Breuil Cervinia, 6-8 Aprile 2018: questi il luogo e le date del viaggio stampa cui ho avuto il piacere di partecipare, in qualità di collaboratore di Discoveryalps.it, insieme ad un gruppo di addetti della carta stampata, TV e Web, alla scoperta di un territorio ricco di storia, tradizioni mai dimenticate; un’occasione unica per parlare con Hervè Barmasse delle leggendarie imprese alpinistiche del passato sulla Grande Becca. Una riflessione sul presente della montagna,  rivolgendo lo sguardo al futuro, analizzando i diversi modi di vivere il territorio, nel rispetto della cultura centenaria dei popoli di montagna.

L’evento, patrocinato dal Consorzio Turismo Cervino, è stato organizzato dalla società ABC PR Consulting e MK eventi e Comunicazione, ed è stato impreziosito dalla presenza di Hervè Barmasse, un uomo che non ha bisogno di presentazioni: guida alpina appartenente a una famiglia che svolge questo mestiere da quattro generazioni, originario di Valtournenche, Hervè ha legato il suo nome a importanti exploit con itinerari di grande difficoltà ed esposizione realizzati in tutto il mondo. Sulla Gran Becca, “come usano chiamare gli abitanti della valle il monte Cervino”, Hervè ha lasciato firme indelebili, aprendo nuove vie, prime invernali e prime solitarie.

Con Hervè Barmasse sulle nevi di Cervinia - foto Marco Spataro

Con Hervè Barmasse sulle nevi di Cervinia – foto Marco Spataro

L’incontro era fissato per venerdi 6 aprile 2018. Dopo aver rotto il ghiaccio, con le presentazioni di rito tra i partecipanti in occasione dell’aperitivo di benvenuto in compagnia di Hervè, ci siamo trovati c/o l’Hotel Excelsior Planet per degustare una cena gourmet nell’accogliente ristorante: ottima cucina accompagnata da un crescendo di vini tipici, chiacchierando a mente libera sullo stato della montagna, il turismo della Valtournenche e le copiose nevicate che hanno imperversato sulla valle tra dicembre e gennaio (in quota sono scesi anche 9 metri in 3 giorni!!) oltre alle punzecchiature di Hervè sul significato di parole che ai piu’ sembrerebbero scontate: “cosa vuol dire per voi alpinismo? …come definireste un alpinista?”…risposte sulla carta semplici da dare, forse, ma che oggi, considerando certe imprese con altri occhi, forse cosi semplici non sono, ma ne parleremo dopo…

“Ragazzi tutti a dormire che domani saliamo in quota con le pelli fino a toccare il Cervino” ci dice Hervè …eh si, mi sarebbe piaciuto continuare la serata anche perché nel gruppo si è subito creato un clima di amicizia e condivisione, come solo in montagna accade…. ma la Gran Becca ci aspetta (non certo la vetta anche se sarebbe un sogno…) e domani non si puo’ sgarrare. L’indomani siamo tutti pronti ed eccitati, unico neo un cielo grigio avvolto dalle nuvole che onestamente non ci saremmo aspettati. Un’ulteriore sorpresa è stata la presenza del papà di Hervé, Marco Barmasse, un uomo dall’animo gentile, storica Guida alpina del Cervino, che in cordata con il figlio ha effettuato diverse imprese, tra cui l’apertura di una nuova via sul Cervino, raccontata nel film Linea Continua del 2010, diretto da Hervè. Dopo una formazione curata da Herve’ sul significato di sicurezza in montagna e sull’utilizzo dell’ARTVA in ambiente, agganciati gli sci, saliamo con la seggiovia verso Pancheron da dove avrà inizio la nostra “scialpinistica”; giunti a quota 2600/2700 metri, come per magia sbuchiamo dalle nuvole e la maestosità del Cervino baciato dal sole ci toglie il fiato… che spettacolo meraviglioso.

La temperatura con il sole si è alzata notevolmente; riposti nello zaino gli indumenti di troppo e agganciate le pelli, iniziamo a salire verso il colle del Fürggen, punto di partenza per chi si cimenta con l’omonima cresta per salire in vetta. Si sale con il Cervino al nostro fianco sinistro ad un discreto ritmo, senza disdegnare pause che per noi sono sospiri di sollievo, con Hervè che ci illustra con descrizioni precise diedri, balzi, vie di scalata, come se io descrivessi il giardino di casa mia. Si percepisce che la montagna per Hervè ha qualcosa di magico, la Gran Becca soprattutto; è la sua casa, la sua amica, la sua passione, gli dà emozione e gli suscita rispetto. C’è una frase di Hervè che ho letto, che dice tutto: ”le montagne non si conquistano, decidono di farsi conoscere, salire, attraversare; da soli, in cordata, per una via nuova o in inverno, e se sei abbastanza sensibile e fortunato, forse saranno loro a rubarti qualcosa, il tempo, i sogni, il cuore e a ragalarti grandi emozioni”.

Giunti in vetta, ai 3345 metri slm del colle del Fürggen, lo spettacolo è indescrivibile, e ci ripaga delle fatiche sostenute: il cielo terso non mette limiti ai nostri orizzonti e l’emozione è immensa, come la soddisfazione e l’affiatamento tra tutti noi… forse il Cervino, riconoscendo il suo figlioccio, non gli ha voluto far fare brutta figura davanti ai suoi ospiti?!

Hervè Barmasse ai piedi del Cervino

Hervè Barmasse ai piedi del Cervino

Marco Barmasse, con un gesto inaspettato, ha stupito tutti estraendo dallo zaino una bottiglia di bollicine rosè che non so nemmeno se fosse vino locale o meno, non importa, è stato talmente puro e spontaneo quel gesto che non lo dimenticherò …tolte le pelli, iniziamo a scendere costeggiando l’immensa parete sud della Gran Becca, quella italiana, forse meno elegante dal punto di vista estetico in quanto meno slanciata e definita se paragonata alla est che guarda Zermatt, ma che da cosi’ vicino non mi era mai capitato di osservare; la neve, nonostante il sole intenso, si è mantenuta portante, lo strato superficiale trasformato ci ha conferito ottimo grip nel disegnare traiettorie in sicurezza. Qualche volo nella neve non è mancato ma tra le fatiche della salita, il caldo, la fame ormai sopraggiunta e lo spumante di papà Marco, puo’ essere tollerato.

Ed eccoci finalmente tutti insieme a tavola c/o il rifugio Bontadini, a 3100 metri di quota, dove ci siamo rifocillati lautamente degustando cucina tipica valdostana e godendo di una vista unica sul Plateau Rosà e sul colle del Teodulo. Alle 16.30, con il sole che inizia a perdere la sua intensità, provati ma entusiasti della giornata vissuta, voltiamo le spalle alla montagna che ci ha accompagnato in questa avventura e raggiungiamo Cervinia dove ci salutiamo con un pizzico di notalgia, segno che la montagna, oggi, ci ha uniti.

Ah…dimenticavo…”cos’è l’alpinismo? chi è un alpinista?…io alpinismo non l’ho mai praticato, a parte qualche via normale sui 4000 metri, per mancanza di occasioni o forse per timore, ma amo intensamente l’ambiente di montagna, a piedi, con gli sci da discesa o da scialpinismo. Chi mi circonda, i miei familiari, gli amici, sanno che non potrei farne a meno. Ma dopo aver vissuto questa esperienza vera e sincera con Hervè, mi sono fatto un’idea più precisa: “Per me l’alpinismo è esplorazione, scoperta della montagna per pura passione, risveglio dei sensi, silenzio; in cordata per condividere o in solitaria per cercare i propri limiti e amplificare le proprie emozioni. L’ alpinismo è sfidare la natura confrontandosi con se stessi, non è competizione, le forme sono diverse, che tu sia un professionista o un semplice appassionato, ma la motivazione, la determinazione, la paura e l’amore per la montagna, sono caratteristiche che riscontro in entrambe le figure, oltre alla consapevolezza di essere in grado di saper fare un passo indietro quando le circostanze lo richiedono. Per me questo è l’alpinismo e l’alpinista è l’attore che deve racchiudere in se queste caratteristiche”.

Discesa verso Breuil Cervinia - foto Marco Spataro

Discesa verso Breuil Cervinia – foto Marco Spataro

Un ringraziamento speciale a Maria Vittoria (ABC PR Consulting) e Sara (MK eventi) insieme al Consorzio Turismo Cervino per la perfetta organizzazione e per avermi dato la possibilità di vivere un’esperienza unica, dal punto di vista sia professionale che personale; grazie ai brand tecnici partner dell’evento: Scarpa, Julbo, Grivel, GM e a tutti i partecipanti con cui ho condiviso questa avventura.

Grazie di cuore a Hervè e Marco Barmasse per la loro disponibilità, persone speciali che mi hanno arricchito in questo viaggio ai piedi della Gran Becca.

Foto credits: Marco Spataro[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_gallery type=”image_grid” images=”28931,28929,28928,28926,28924,28934,28936,28938,28940,28942″ title=”Fotogallery by Marco Spataro”][/vc_column][/vc_row]