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Ron Fawcett, inglese, 55 anni, ha iniziato a scalare da adolescente, e verso la fine degli anni Settanta era il più famoso arrampicatore della Gran Bretagna, e tra i migliori al mondo, portavoce di una nuova ondata di atleti la cui dedizione all’allenamento trasformò questo sport, spingendone i limiti più velocemente di quanto non fosse mai accaduto in passato: vie come Lord of the flies  e Master of edge erano all’avanguardia mondiale al tempo, e sono ancora considerate estreme, oggi, a trent’anni di distanza.

Fawcett fu anche tra i primi a porsi come arrampicatore professionista, tentando di trasformare il proprio talento in professione, riuscì ad attrarre gli sponsor, e la sua figura apparve come icona di “climber mediatizzato” in numerosi programmi televisivi e documentari ,oltre che sulle riviste specializzate di tutto il mondo. Ma ben lontano dall’amore per le luci della ribalta, Ron trovò presto la pressione della notorietà troppo pesante da sostenere, e così alla fine degli anni ottanta si eclissò.

Oggi, Fawcett vive nel Peak District con le sue due figlie, continua a scalare e a correre, e con Mi chiamavano Banana Fingers, volume vincitore del Boardman Tasker Prize 2010 per la letteratura di montagna con Ed Douglas, ci racconta la sua storia , quella di un uomo, il cui amore per la natura e l’ambiente si sono trasformati in una passione per l’arrampicata che lo ha portato al top e lo ha quasi consumato.

InfoLibro
Mi chiamavano Banana Fingers
di Ron Fawcett
versante Sud Edizioni
Pagine 280+XVI
Prezzo di copertina € 19,00

Test di prodotti per camminare e correre in montagna

 

 

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