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Rolly Marchi (Lavis 1921 – Milano 2013) è stato uno dei maggiori giornalisti sportivi italiani, con una elezione naturale per le materie invernali. E’ difficile sintetizzare in poche righe una figura immensa come la sua. Beba Schranz, collaboratrice di redazione della sua rivista “La Buona Neve” lo ricorda così: “si potrebbe disegnare un grande uomo di neve, con un cappello da cow boy in testa, in una mano una penna o una macchina da scrivere e nell’altra un microfono, nei piedi invece, uno calzato con uno sci e l’altro con uno scarpone da roccia e intorno alla vita una corda da montagna, a voler significare la sua grande capacità di coinvolgere in una cordata ideale tutti quelli (e sono tanti) che amano le rocce e la neve che le ricopre”.

Un uomo che ha percorso quasi tutto il secolo scorso coniugando sport, cultura e buon umore, facendosi amare da entrambi i mondi, ai quali ha donato la sua enorme carica e il suo coinvolgente slancio.

Da atleta ha praticato ciclismo, atletica leggera, sci e alpinismo. Poi ha cominciato a far conoscere la bellezza della montagna ideando manifestazioni come 3 Tre, il Trofeo Topolino, il Gran Premio Saette, il Kilometro Lanciato e Club dei 100 all’ora, tanto per citarne alcune. Per divulgare la cultura invece ha organizzato la Stagione dei Concerti 1945-46 a Trento,rivelando il giovane Arturo Benedetti Michelangeli, la mostra antologica delle opere pittoriche di Dino Buzzati 1984, i “100 anni di Montagna e Sci”, raduno e mostre a Milano 1999-2000. Sempre per citarne alcune! Rolly Marchi è stato anche fotografo “di classe internazionale, scrisse di lui Dino Buzzati, pubblicando ben 10 libri. La professione di giornalista invece la cominciò nel 1947, alternando la scrittura allo studio universitario, attualmente scrive per il Giornale e pubblica una rivista che si chiama La Buona Neve. Nella sua lunga carriera ha raccontato 26 Olimpiadi.

Scrittore Rolly Marchi ha pubblicato cinque romanzi: Un Pezzo d’ Uomo, Le Mani Dure, Ride la Luna, Il Silenzio delle Cicale, E ancora la Neve , e tre libri di racconti: Il Tram della Vita, Neve per Dimenticare e nel 2006  l’ ultimo (per ora)  Se non ci fosse l’amore. Nel 1957 col Suo primo racconto Oltre la Roccia Grigia vinse il Premio St. Vincent.

Resta il dubbio se sia più corretto definirlo un uomo di montagna o una montagna d’uomo.