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Al Trento film festival, nell’edizione più 2.0, vincono i buoni sentimenti, la commozione, l’idealismo. La giuria del 64esimo Trento Film Festival,composta dalla regista cilena Tiziana Panizza Montanari, dalla direttrice del Festival International du Film d’Environnement di Parigi Myriam Gast-Loup, dal direttore della fotografia Thierry Machado, dal documentarista Alberto Fasulo e dallo scalatore professionista e regista statunitense Cedar Wright , hanno assegnato Genziana d’oro miglior film – Gran Premio “Città di Trento” alla regista rumena Anca Damian per il suo film d’animazione “La montagne Magique”. Con molteplici tecniche di animazione, vi si narra la vita dell’alpinista polacco Adam Jacek Winkler incrociando la sua vicenda personale con la Storia della seconda metà del secolo scorso. Adam Jacek Winkler nato in Polonia nel 1937, raggiunge ventenne Parigi imbarcandosi su una baleniera. Rifugiato politico, anticomunista, anarchico individualista, artista, partecipa al maggio francese e poi alla primavera di Praga, visita il Congo e il Vietnam fino ad andare a combattere contro l’Armata Rossa in Afghanistan al fianco del comandante Massoud, per tornare infine a Parigi dalla figlia Ania. Nel 2002 un’ascensione solitaria sul Monte Maudit pone fine alla sua vita “contro”. “Quest’opera originale, stravagante, sensibile e intima – recita la motivazione della giuria – riesce a unire narrazione epica e creazione artistica. Il percorso di vita del protagonista, oltre alla forza di un destino, comprende in sé tutta la complessità dell’essere umano.”

A K2 – Touching the Sky della regista Eliza Kubarska, è andata la Genziana d’Oro Miglior film di Alpinismo – Premio del Club Alpino italiano. La pellicola indaga il rapporto tra i rischi dell’alpinismo con la scelta di diventare genitori, attraverso le testimonianze di un gruppo di persone accomunate dall’aver perso durante l’infanzia un genitore sulla vetta del K2. “Misurarsi a rischio delle proprie vite sembra rendere gli alpinisti degli eroi..ma non lo sono. Chiedersi cosa lasciano in eredità a coloro che restano, a coloro che subiscono la paura del non ritorno, della solitudine, del vuoto, commuove ancor di più.”, hanno scritto i giurati nella motivazione.

La Genziana d’Oro Miglior film di esplorazione o avventura – Premio “Città di Bolzano” è andata all’epico The Great Alone di Greg Kohs che celebra la figura di Lance Mackey, vincitore per quattro volte consecutive della Iditarod Trail, la celebre corsa di slitte trainate da cani, lunga 1868 chilometri. Un film che “risveglia il nostro animo bambino grazie a un corteo di eroi in viaggio verso il Nord, attraverso paesaggi ammalianti avvolti in temperature estreme”.

Le Genziane d’Argento sono andate rispettivamente per il miglior contributo tecnico-artistico a Behemoth di Zhao Liang, già in concorso a Venezia e acclamato tra i migliori documentari del 2015, sull’impatto sul paesaggio dell’industria estrattiva e le terribili condizioni di lavoro nelle miniere della Mongolia; per il miglior cortometraggio a Last Base di Aslak Danbolt, sull’ultimo salto di base jumping di Joachim dopo aver perso un amico a seguito di un lancio spericolato.

Il Premio speciale della Giuria è andato a My Love, don’t cross that river del coreano Jin Moyoung, il ritratto della storia d’amore tra Byongman Jo e Gyeyeul Kang, anziani coniugi insieme da 76 anni. “Quando si incontrano film unici, si ha la sensazione di aver conosciuto realmente i suoi protagonisti. In questo caso non abbiamo conosciuto non solo due bellissime persone, ma anche il grande amore che in fondo al cuore tutti desideriamo.”

Infine una menzione speciale è stata assegnata a On the Rim of the Sky di Hongjie Xu, che fotografa il villaggio di Gulu e la minuscola comunità che lo abita, abbarbicata sui monti della provincia cinese del Sichuan.

Tra i premi minori assegnati da altre giurie, si ricordano il premio studenti Universita’ di Trento, Bolzano e Innsbruck, per un’opera di particolare valore culturale realizzata da un autore di età inferiore ai 33 anni, andato a Café Wadluft di Matthias Kossmehl (Germania, 2015) che narra come una storica residenza turistica di Berchtesgaden, ospiti diversi rifugiati mediorientali e africani. Qui possono trovare un piccolo momento di pausa dalla situazione di solitudine in cui si trovano e iniziare a costruire il proprio futuro. Il Premio “Citta’ Di Imola” al miglior film, documentario o fiction di autore italiano e prodotto in Italia è stato vinto da Solo di cordata di Davide Riva (Italia, 2015), ritratto intimo e fedele del grande arrampicatore Renato Casarotto. Infine il riconoscimento Uiaa al miglior film di arrampicata su ghiaccio, roccia o artificiale è andato a Citadel di Alastair Charles Lee (Regno Unito, 2015), premiato per il messaggio che ben si sposa con i valori dell’UIAA: To Bolt or not to be (o regole per un’arrampicata etica). Cima Citadel è tanto incantevole da osservare quanto pericolosa da scalare a causa delle tremende condizioni atmosferiche che spesso provocano improvvise valanghe. I due compagni di scalate Matt Helliker e Jon Bracey, si sono confrontati con la salita di una cresta lunga 1200 metri. Le riprese in 4k sono state utilizzate per la prima volta in un film di alpinismo.

di Oriana Pecchio