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Al campo base dell’Elbrus ci sarà un nuovo rifugio modulare progettato in Italia. Il modello del bivacco Gervasutti, installato sul ghiacciaio di Fréboudze, di fronte alla Est delle Grandes Jorasses, sarà infatti esportato in Russia.

Nei giorni scorsi un team di architetti e ingegneri russi sono andati in elicottero a visitare l’avveniristico bivacco di proprietà della sezione Sucai del Cai Torino, progettato e realizzato da Leapfactory degli architetti torinesi Luca Gentilcore e Stefano Testa.

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Il materiale, le caratteristiche abitative con l’organizzazione in “moduli”, la tecnologia di ultima generazione con unità fotovoltaiche per l’alimentazione elettrica e la componente informatica per il collegamento internet, le previsioni meteo, la gestione delle presenze, hanno attratto l’interesse del team russo che intende realizzare una struttura analoga e più grande, con più moduli, al campo base dell’Elbrus, la montagna più alta del Caucaso e dell’Europa.

L’operazione porterà in Caucaso non solo una struttura a impatto ambientale bassissimo e ad alto tasso di innovazione, testimonial del futuro dell’architettura di montagna, ma anche sia la creatività dei due architetti torinesi, sia un pezzo di Courmayeur, della sua attenzione all’ambiente e della passione per la montagna e l’alpinismo che da sempre la contraddistingue.

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