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160.000 € per progetti sostenibili sulle Alpi

La Cipra (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi) ha premiato otto progetti sostenibili sulle Alpi con 160.000 €. Si tratta dei finalisti del concorso “Futuro nelle Alpi”, la cui premiazione si è svolta nell’ambito del Convegno annuale della CIPRA, svoltosi a Briga/CH.

Vincitore nella categoria “Creazione di valore aggiunto regionale” è il Consorzio qualità delle costruzioni in legno, del Vorarlberg in Austria, con il progetto “Costruzioni in legno – Arte”. Il Centro di formazione permanente Polo Poschiavo dei Grigioni/CH è stato invece premiato per il campo d’azione “Capacità d’azione sociale”.

Altri premi sono stati assegnati all’associazione slovena Logarska dolina , nella categoria “Aree protette” e al Comune austriaco di Werfenweng per il suo programma per una mobilità sostenibile nella categoria “Mobilità”. Nella categoria “Nuove forme di processi decisionali” ha primeggiato l’Italia, ed in particolare le organizzazioni promotrici del “Referendum consultivo autogestito sul futuro del traffico in Val Pusteria”. Il Museo regionale tirolese Ferdinandeum e il Dipartimento per la difesa dell’ambiente del Tirolo sono stati premiati nella categoria “Politiche e strumenti”, grazie al progetto “Emergenza luce”. La proposta mira alla tutela delle farfalle notturne. Due ulteriori premi speciali sono andati al progetto urbano “Kempodium” in Germania e all’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica AIAB.

La descrizione dettagliata degli otto progetti vincitori e dei 15 selezionati per la scelta finale è disponibile all’indirizzo competition.cipra.org



Cattiva aria sulle Alpi occidentali

Transalp air 2004, vale a dire la qualità dell’aria nelle Alpi occidentali dal 1995 ad oggi. Un vero e proprio libro nero, in cui risalta il continuo superamento dei limiti di inquinamento atmosferico, siano essi svizzeri o europei. Una ricerca transfrontaliera preziosa, condotta dai Cantoni di Ginevra, Vaud, Vallese e dai Dipartimenti francesi dell’Ain, Savoia e Alta Savoia e dalla Valle d’Aosta in Italia.

Nel 2004, per la prima volta dall’inizio dell’analisi, nelle città si è potuta rilevare una concentrazione di azoto al di sotto dei valori limite vigenti in Europa e in Svizzera. I valori di ozono, condizionati dalle condizioni climatiche, sono tornati al di sotto del livello toccato nell’anno torrido del 2003, mentre le polveri fini restano stabili. Queste ultime, unitamente ai livelli di ozono, fanno segnare marcate differenze regionali: in Valle d’Aosta, afflitta dal traffico di transito, si riscontrano valori di ozono tre volte superiori rispetto al Cantone di Ginevra, e lo stesso dicasi per le polveri fini. Ulteriori informazioni in arpa.vda.it



Raccogliere i funghi non danneggia le foreste

Da sempre ci si chiede se la raccolta dei funghi provochi scompensi e danni ai boschi; da sempre si ascoltano le risposte più diverse. A far chiarezza sulla questione, giunge ora una ricerca di lungo termine condotta dall’Istituto svizzero di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio. Essa dimostra che raccogliere i funghi non danneggia boschi e foreste. Per risolvere l’annoso quesito, sono state confrontate tra loro, per 30 anni, aree in cui la raccolta è stata regolare e costante ed aree in cui nessun fungo è stato prelevato. Il risultato è un mantenimento, in entrambe le tipologie di territori, delle varietà e quantità di funghi. Si è potuto invece constatare una rapida diminuzione della crescita di funghi nelle superfici in cui il suolo è stato intensamente calpestato.

Per tutelare i funghi, che svolgono una funzione essenziale nell’ecosistema bosco, sono necessarie nuove misure, come ad esempio quelle volte alla riduzione delle emissioni di azoto. Meno efficaci paino invece i divieti di raccolta e le limitazioni dei quantitativi.





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