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gli alpinisti in cordata sul Nevado Copa (Foto F.Manoni)Una grandiosa e difficile via alpinistica su una cresta di due chilometri su una grande montagna del Perù. Quattro giorni di scalata e tre bivacchi, durissimi e precari. E’ il risultato della “ascensione della solidarietà” realizzata dalla guida alpina Fabrizio Manoni di Ornavasso (Vb) lo scorso giugno con il biellese Enrico Rosso e il valdostano Valerio Bertoglio e le guide alpine della “Escuela de alta montaña Don Bosco en los Andes”, una scuola di formazione per alpinisti andini costituita da padre Ugo De Censi e dai volontari dell’”Organizzazione Mato Grosso” che gestisce due rifugi in alta Val Formazza e con il ricavato finanzia interventi umanitari in sud America.

L’obiettivo iniziale, il Chacraraju Est (6001 m), si è subito rivelato impossibile per le condizioni di instabilità della montagna. Gli alpinisti si sono quindi rivolti al percorso della cresta sud integrale del Nevado Copa (6188 m) nella Cordillera Blanca. Un itinerario mai percorso lungo l’inviolata e infinita cresta di ghiaccio e roccia.

Mentre Valerio Bertoglio percorreva la via normale di salita con un gruppo di guide locali, Manoni e Rosso attaccavano la cresta sud in cordata con le guide andine Cesar Rosales e Miguel Martinez entrambi ventunenni.

Fabrizio Manoni“La cresta si è subito presentata molto tecnica impegnandoci a fondo, anche psicologicamente. Pinnacoli di roccia, talvolta monolitici, si alternavano a meringhe e pareti di ghiaccio, spesso verticali e sempre inconsistenti. Dopo due giorni di scalata abbiamo raggiunto la seconda parte della cresta che non concedeva tregua e poneva problemi sempre maggiori sul profilo della sicurezza. Siamo stati costretti ad un terzo bivacco, nel contempo terminava il gas per produrre i liquidi ed iniziava il problema della sete.” Racconta Fabrizio Manoni. “Il quarto giorno dovevamo assolutamente terminare la scalata con l’uscita dalla cresta per guadagnare la discesa: scendere dalla via di salita era ormai impossibile. Le condizioni della parte finale della scalata erano al limite della praticabilità. Al calare della sera di lunedì 16 giugno abbiamo superato l’ultimo muro verticale di ghiaccio inconsistente e guadagnato la cima. L’ascensione integrale della cresta sud del Nevado Copa è valutabile ED superiore e rappresenta una testimonianza del grande livello tecnico e psicologico raggiunto dalle guide peruviane formate nella Escuela Don Bosco en los Andes”.

Il Nevado Copa è un grandioso massiccio glaciale che domina gran parte della Valle del Rio Santa ed in particolare il villaggio di Marcarà dove ha sede la Escuela. Poco distante è lo Huascaran, la vetta più alta della Cordillera Blanca. La via è stata dedicata a Celso Salvetti, fondatore della sezione CAI di Lima ora residente a Domodossola. Trent’anni fa il CAI Lima proponeva un’alleanza tra alpinisti e uomini delle Ande. Oggi è una realtà che può essere occasione di lavoro e di sviluppo sociale su quelle montagne lontane.