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Di medicina di montagna al tempo dei cambiamenti climatici si è parlato sabato scorso, 4 maggio 2019, nel convegno promosso dalla Società italiana di medicina di montagna (Simem) nell’ambito del 67esimo Trento film festival.

Christian Casarotto, glaciologo del Muse di Trento, Jean Pierre Fosson, direttore, e Fabrizio Troilo, glaciologo, della Fondazione Montagna Sicura di Courmayeur hanno introdotto il contesto ambientale, sottolineando la velocità con cui negli ultimi trent’anni i ghiacciai alpini si siano ridotti, per arretramento della fronte e per assottigliamento. Importante è la formazione sempre più frequente di torrenti epiglaciali e calderoni, con aumento dei pericoli per gli alpinisti che attraversano un ghiacciaio e il fenomeno dei laghi effimeri con i conseguenti problemi per gli abitati a valle, in caso di improvvisi svuotamenti e piene del torrente alimentato dal ghiacciaio. La gestione del territorio sta rapidamente mutando per estati sempre più siccitose, inverni tendenzialmente meno freddi con quota della neve sempre più alta, riduzione del permafrost e aumento di frane. Cambia il terreno e di conseguenza diventano più difficili e complessi gli accessi ai rifugi alpini e sono richieste maggiori competenze fisiche e tecniche agli alpinisti.

Lorenza Pratali e Guido Giardini aprono i lavori del convegno Simem 2019 a Trento

Pratali e Giardini aprono il convegno Simem 2019 di Trento

Di come reagiscano gli alpinisti senior, quelli di età superiore ai 70 anni, al mutato quadro ambientale e climatico ha parlato il geriatra Franz De la Pierre dell’ospedale di Aosta. In genere gli anziani reagiscono meno prontamente a rapidi cambiamenti della temperatura, avvertono meno la sete e tendono quindi a disidratarsi più facilmente. Ne risulta che l’incidenza del colpo di calore è ben 12 volte superiore negli anziani rispetto a giovani adulti. Inoltre speso gli anziani assumono farmaci per patologie croniche (come l’ipertensione), che possono influenzare la risposta ai cambiamenti di temperatura esterna.
Con l’aumento delle temperature aumenta la quota e la diffusione di vettori di malattie, come le zecche che trasmettono encefalite e borreliosi. Per quanto riguarda la febbre gialla, malattia non presente alle nostre latitudini, in caso di viaggio in paesi con obbligo di vaccinazione, è stato osservato che gli effetti collaterali negli anziani sopra i 65 anni sono tre volte più frequenti che nei giovani. Proprio per questo l’ASA, American Society on Aging da circa un decennio studia gli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute degli anziani.

Analogamente anche nei bambini la termoregolazione è meno efficiente, e maggiori attenzioni in termini di idratazione e alimentazione sono richieste per l’esposizione a temperature particolarmente alte e in ambiente umido, come ha suggerito Donato Vinante, pediatra trentino. Da notare che poi per l’aumento delle temperature anche gli acari sono “saliti” di quota e le zone alpine non sono più “sane” come un tempo per i bambini affetti da asma allergico agli acari.
Oltre alle abituali misure protettive contro i raggi UV, creme solari, abiti coprenti, cappello e occhiali, Antonella Bergamo, dermatologa a Trento e vicepresidente della Simem, ha consigliato di programmare un periodo di “acclimatamento” prima di soggiornare in clima particolarmente caldo.

I problemi dei mutamenti climatici non sono però una novità, perché tra Illuminismo e inizio del secolo scorso già si studiavano le connessioni tra il clima e la situazione sanitaria della popolazione, anche se allora, al tempo della piccola età glaciale, ci si interrogava sul raffreddamento e non sul riscaldamento, come ha ricordato Alex Cittadella, storico dell’Università di Udine, autore di “Breve storia delle Alpi tra clima e meteorologia”.

Per studiare condizioni climatiche e altitudini estreme oggi è a disposizione uno strumento straordinario all’Eurac di Bolzano, il terraXcube. Vi si possono studiare separatamente gli effetti di parametri ambientali sull’uomo e sulle piante e inoltre possono essere testati materiali e apparecchiature industriali, come i droni, che devono volare anche in condizioni estreme di freddo e umidità. (www.terraxcube.eurac.edu)