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Il congresso si è aperto con un doveroso omaggio alla sezione Cai di Varallo Sesia che da sempre gestisce la capanna Regina Margherita, dove si trovano i laboratori scientifici, ideati e voluti da Angelo Mosso, e tuttora in uso. Nella lettura magistrale inaugurale Marco Galloni, docente di anatomia all’Università di Torino e presidente dell’Archivio scientifico e tecnologico dello stesso Ateneo, ha parlato degli strumenti dei pionieri della ricerca scientifica di montagna e della figura di Angelo Mosso. Nella stessa serata, ravvivata dai canti del coro “L’Eco”, offerti dalla High Mountain University, la Scuola di Alpinismo di Silvio Mondinelli, Ovidio Raiteri ha tracciato a grandi linee la nascita e l’evoluzione del Soccorso Alpino e della delegazione valsesiana, ripercorrendo i tempi eroici dei primi soccorsi in elicottero. La sua relazione ha suscitato l’apprezzamento unanime del pubblico e soprattutto di Mario Milani, direttore della scuola nazionale medici del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico che il giorno dopo ha trattato del soccorso in ambienti estremi nella sessione dedicata alle nuove frontiere del soccorso e alle emergenze cardiovascolari in montagna.

Il congresso ha toccato temi di grande attualità e importanza. Sono stati rivisti i farmaci da impiegare per il trattamento del mal di testa, tra i sintomi cardine del mal di montagna acuto, e soprattutto si è parlato di analgesia in caso di traumi maggiori, come fratture e lussazioni di articolazioni, prendendo in esame i vari farmaci disponibili a bassa quota, le tecniche di somministrazione e la loro sicurezza d’impiego in montagna e in ambiente ostile. Una sessione è stata dedicata a congelamenti e ipotermia: si è sottolineata l’importanza di avere linee guida condivise e protocolli di trattamento comuni (obiettivo per esempio dell’International Hypothermia Registry)  per ottimizzare interventi e trattamenti.

Il terzo giorno di lavori è stato dedicato alla fisiopatologia dell’alta quota con excursus sia sulle modificazioni che si verificano a livello biochimico nei muscoli scheletrici, dopo una salita rapida in alta quota e dopo l’acclimatamento; sia su efficienza ed economia di marcia e corsa in alta quota; sia infine sull’allenamento per le corse in alta quota. Il convegno si è concluso con la presentazione di nuove possibilità diagnostiche per il mal di montagna e per l’edema polmonare d’alta quota, e con le indicazioni per i cardiopatici che vogliono tornare a frequentare la montagna anche in alta quota, sopra i tremila metri.

Il congresso è stato momento d’incontro e confronto tra medici di montagna ed è stata ribadita la necessità di creare rete e continuare la collaborazione tra chi si dedica a questa specialità preziosa seppure di nicchia. A fine lavori l’assemblea dei soci SIMeM ha eletto il nuovo direttivo e il presidente, il neurologo di Aosta Guido Giardini che succede a Oriana Pecchio.

Ad Adolfo Pascariello che si è profuso nell’impegno organizzativo, e agli enti patrocinatori e sostenitori: Comune e sezione Cai di Varallo Sesia, Regione Piemonte, Provincia di Vercelli, Fondazione Banca Popolare di Novara per il territorio, Parco Naturale Alta Valsesia, sponsor privati, Eur.ac e Commissione Centrale Medica del Cai, un sentito ringraziamento dalla SIMeM e dai partecipanti.