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Domenica prossima 5 agosto, la Grivel festeggia a Courmayeur duecento anni di attività . La data è simbolica perché solo l’anno di fondazione dell’officina è sicuro, un 1818 scolpito nella pietra del maglio dell’antica officina di Les Forges a Dolonne. Il tempo è passato, i fabbri lavorano in altro modo, tagliando lastre di metallo con il laser, ma rimane la qualità della ricerca e della produzione.

Henry Grivel era stato un innovatore dando fiducia all’ingegnere inglese Oskar Eckenstein e cominciando a produrre ramponi. Prima erano stati i chiodi per ferrare le scarpe di cacciatori e cristallieri e anche alcuni alpinisti, con qualche bastone ferrato e
qualche piccozza accanto alle molte scuri e accette per tagliare la legna. Ma a poco a poco l’alpinismo prendeva piede e i fabbri Grivel seppero adattare il loro lavoro alle richieste crescenti e proporre strumenti innovativi. Aggiungere due punte frontali ai ramponi ha cambiato per sempre la progressione su ghiaccio…e l’idea, semplice ma di enorme potenzialità, era stata di Laurent Grivel.

La stessa inventiva e la capacità di adattamento alle crescenti richieste, di sicurezza, di leggerezza, di costo hanno portato Gioachino Gobbi, che nel 1981 ha rilevato l’azienda, a farla diventare tra le tre più apprezzate e conosciute sul mercato mondiale e a esportare in cinquantuno Paesi del mondo. Dal padre Toni ha ereditato la passione per la montagna e la capacità di saper rispondere in modo appropriato al mutare delle situazioni: in montagna o sul mercato mondiale dell’attrezzatura alpinistica bisogna essere pronti a reagire e a rispondere alle nuove richieste. Sono sette le generazioni, visto che il figlio di Gioachino, Oliviero, è appena stato nominato amministratore delegato, che si sono così succedute all’ombra del Monte Bianco continuando a tenere alta una produzione Made in Italy, che già si era fatta conoscere a livello mondiale si tempi delle prime spedizioni extraeuropee.

Il 5 agosto si celebreranno quindi duecento anni di continuità e innovazione firmati Grivel. Lo si farà accompagnati dalla musica de L’Orage a partire dalle dieci, con la consegna al Comune di Courmayeur di una panoplia di attrezzatura sportiva, un “trofeo” per ricordare che gli strumenti dell’alpinismo sono nati lì ai piedi dl Monte Bianco. Alle undici al Jardin de l’Ange si racconterà la storia della Grivel con gli anziani che nell’officinahanno lavorato e preparato la strada per i sessanta dipendenti attuali, distribuiti nelle varie sedi dell’azienda (Courmayeur, Verrayes e Vivaro, in provincia di Pordenone). Alle 17 nella storica sede della Società delle Guide di Courmayeur si parlerà degli aspetti tecnici per poi raggiungere l’espace Grivel, sede della mostra di attrezzatura antica e di affiches di attrezzatura di montagna, per il brindisi ai duecento anni.