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Il 20 novembre 2009, nella sua casa di Cortina d'Ampezzo, è morto Lino Lacedelli, a pochi giorni dal suo 84mo compleanno. Il 31 luglio 1954, insieme alla guida alpina valtellinese Achille Compagnoni, 
aveva conquistato la cima del K2, mt. 8611, considerata fin dall'ora la montagna più difficile e pericolosa al mondo.
 
Unanime i messaggi di cordoglio giunti dalle più alte cariche dello Stato. Lacedelli fu titolato di Medaglia d'oro al valore civile e Cavaliere di Gran Croce, a testimonianza di quanto la conquista del K2 ,nel dopoguerra italiano, ebbe un fortissimo valore simbolico nell'immaginario nazionale.
 
Il Comune di Cortina, in segno di rispetto, ha deciso di alzare le bandiere a mezz'asta, di partecipare ai funerali con il gonfalone, di indire il lutto cittadino per il giorno dei funerali e di invitare a sospendere le attività lavorative durante la cerimonia funebre. D'altronde il legame tra Lacedelli e la sua città è sempre stato forte ed indissolubile; a testimoniarlo anche l'imbattuta notorietà dell'attività sportivo-commerciale K2 fondata dal noto alpinista, vero riferimento nella conca ampezzana.
 
Si dimostrò fin da giovanissimo un forte ed appassionato alpinista
, entrando a far parte degli Scoiattoli di Cortina, i famosissimi arrampicatori della conca.  Nel 1953  Lacedelli viene convocato per la spedizione sul K2 che conquistò l'anno sucessivo con Compagnoni, ma con il contributo indispensabile di Walter Bonatti, il cui ruolo solo recentemente è stato riabilitato. Durante la salita, le mani di Lacedelli si congelarono più volte, tanto che fu necessario amputagli un pollice. Dopo il 1954, nonostante la menomazione alla mano, Lacedelli partecipò ad altre imprese e, con gli Scoiattoli, a spedizioni di soccorso.

Nel 2004, all'età di 79 anni, tornò sul K2 dove rese omaggio al compagno Mario Puchoz, che 50 anni prima era morto sul K2, la cui salma fu tumulata vicino al vecchio campo base, a circa 6000 metri di quota.
 
Ci piace ricordarlo con una delle sue più limpide dichiarazioni: "la montagna è stata la mia più grande amica, la grande compagna di tutta la vita che mi ha dato grandi soddisfazioni. Lassù si gode una bellezza che non ha bisogno di tante parole. Ti guardi attorno e vedi tutto quello che è stato creato dal Padreterno, e questa è la cosa più bella che si può avere in montagna, in qualsiasi montagna si vada".