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Alpinismo e solidarietà. La scalata di una difficile montagna sulle Ande per aiutare le popolazioni andine. Fabrizio Manoni, guida alpina di Ornavasso e alpinista di alto livello, è partito venerdì 30 maggio per scalare il Chacraraju Est, una montagna di 6001 m nella Cordillera Blanca in Perù. Con lui sono partiti il valdostano Valerio Bertoglio e il biellese Enrico Rosso, già compagno di Manoni in difficili salite in Himalaya. Non si tratta tuttavia di una spedizione alpinistica tradizionale, bensì di un’alleanza fra gente di montagna. Con gli italiani scaleranno il Chacraraju anche guide alpine peruviane formate nella “Escuela de alta montaña Don Bosco en los Andes”, una scuola di formazione per alpinisti andini costituita da padre Ugo De Censi e dai volontari dell’”Organizzazione Mato Grosso” che gestisce due rifugi in alta Val Formazza e con il ricavato finanzia interventi umanitari in sud America.

La Scuola rappresenta una sfida alla povertà e all’emarginazione dei campesinos, figli delle terre alte della Cordillera Blanca ma spesso costretti ad andare lontano per potersi costruire un futuro. Ragazzi forti ma poveri di tutto hanno partecipato, grazie alla scuola, ai corsi guida nazionali peruviani, sono saliti oltre il limite dei loro villaggi e pascoli, hanno imparato ad usare attrezzature alpinistiche, hanno appreso le tecniche di soccorso su roccia e su ghiaccio, hanno calzato gli sci.

“L’obiettivo del progetto è quello di completare la preparazione data loro dai corsi con l’ascensione di una grande montagna, la parete est del Chacraraju Est, collaborando con noi all’apertura di una nuova via di salita. Si tratta di una parete quasi del tutto inviolata, complessa, con alte difficoltà di roccia e ghiaccio. La preparazione dell’ascensione e la salita stessa porteranno i ragazzi al miglioramento delle competenze tecniche e ad una maggiore consapevolezza del patrimonio montano del loro paese”. Ha detto Fabrizio Manoni prima della partenza. “Il Chacraraju non è tuttavia un obiettivo rigido. Se le condizioni della montagna non dovessero permettere l’ascensione in sicurezza, non perderemo tempo sul Chacraraju ma abbiamo altri obiettivi altrettanto interessanti come il quasi sconosciuto Nevado Ulta alto poco meno di 6000 metri o le grandi pareti granitiche della Quebrada Rurec”.

La spedizione è stata patrocinata dalla sezione del CAI di Lima, fondata da Celso Salvetti ora residente a Domodossola, in occasione del trentesimo di fondazione. L’anniversario della sezion estera del CAI, che annovera tra i suoi soci illustri alpinisti che hanno fatto la storia dell’andinismo su quelle montagne lontane, verrà celebrato agli inizi di ottobre con un convegno nazionale a Domodossola.