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La via ferrata del Monte Emilius ha inizio dal Bivacco Federigo, ricovero non custodito dotato di 9 posti letto (acqua nel laghetto sottostante) situato al Col Carrel (m. 2.906) tra la Becca di Nona e il Monte Emilius. Verrà aperta a fine giugno.

Il bivacco è raggiungibile dalla stazione di monte della Seggiovia Chamolé (m. 2.309) passando, dopo una breve discesa su sentiero, attraverso l’Alpeggio Chamolé, il Colle Plan Fenêtre e l’Alpe Comboé, a cui si giunge (per chi volesse trascorrere la notte in quota presso una struttura più confortevole) in discesa dal Rifugio Abolle (2.496 m, gestito con servizio ristorante da fine giugno a metà settembre, 66 posti letto – locale invernale con 18 posti letto).



Dal Bivacco Federigo, seguendo alcuni segni di colore verde, si sale per un breve tratto in soprastante pendio di pietre e detriti, tenendosi inizialmente a sinistra (lato nord) e portandosi poi verso la cresta, dove ha inizio la ferrata.

Il tracciato si sviluppa inizialmente tra blocchi di roccia, sul fianco sinistro della cresta, fino a raggiungerne il filo in corrispondenza della sommità di un pronunciato gendarme rossastro, collegato alla guglia successiva da uno spettacolare e aereo ponte tibetano.

Oltre, la ferrata prosegue su roccia più verticale fino a raggiungere il Mont Ross de Comboé (m. 3.285) all’estremità occidentale della spalla ovest del Monte Emilius.



Se dapprima lo sguardo era soprattutto catturato dall’imponente e ombrosa parete nord dell’Emilius ora, alla piacevole luce del sole, la vista spazia a 360° sull’intera Valle d’Aosta e sulle sue montagne: a sud il Gruppo del Gran Paradiso e la Grivola, a ovest il Rutor e tutto il massiccio del Monte Bianco, a nord il Gran Combin e la dorsale alpina della Valpelline, a est il Cervino, le Alpi svizzere e il Monte Rosa.



La ferrata prosegue per cresta in direzione da ovest verso est per un lungo tratto quasi orizzontale, fino a giungere a un cartello indicatore di una possibile discesa a destra (versante sud) che lungo tracce di sentiero porta ad immettersi, presso il Lago Gelato (m. 2.955), sul comodo sentiero che scende al Rifugio Arbolle (via normale dell’Emilius). Tale discesa costituisce una possibile via di fuga per chi volesse abbandonare la ferrata, proseguendo la quale, giunti al Piccolo Monte Emilius (m. 3.342), si risale la cresta, ora più ripida e frastagliata, che viene superata sulla destra superando alcuni bei gradoni di roccia rossa e compatta.



Stando sempre sul versante sud ci si porta fin sotto un salto di roccia di colore chiaro, un po’ più friabile, lo si supera con alcuni passaggi atletici e si prosegue salendo in obliquo un pendio pietroso, giungendo ad una spalla.

Qui termina la via attrezzata e proseguendo si raggiunge la vetta a 3.559 metri in una decina di minuti.

In discesa seguire l’evidente sentiero della via normale (cresta sud) che scende al Colle dei tre Capuccini (m. 3.222), ove occorre prestare un po’ di attenzione in un breve tratto esposto.

Seguendo la segnaletica si prosegue scendendo a destra, nel vallone di Arbolle, oltrepassando il Lago Gelato fino a raggiungere il Rifugio Arbolle e, da lì, la stazione di monte della Seggiovia Chamolé scavalcando il piccolo Col Chamolé (m. 2.641) per comodissimo sentiero.



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