Select Page

ITALIA K2 (1954 ) di Marcello Baldi, riprese di Mario Fantin, fonte: Le Montagne del Cinema di Piero ZanottoCorreva l’anno 1954 ed in pieno dopoguerra il Belpaese cercava la via della rivincita, della crescita e dello sviluppo. La conquista del K2, la seconda montagna della terra, fu uno degli elementi della rinascita italiana. Il 31 luglio 1954 la spedizione guidata dal prof.Desio raggiunse gli 8.611 del K2 con Achille Compagnoni e Lino Lacedelli.

Cinquant’anni dopo l’Italia celebra questo traguardo con il progetto alpinistico e scientifico “K2 – Cinquanta anni dopo”. Nel corso di una conferenza stampa – Roma, 24 giugno 2003 – a illustrane le finalità ed i dettagli, sono stati il Ministro delle Politiche Agricole e Forestali Gianni Alemanno, capospedizione onorario e Agostino Da Polenza, capospedizione effettivo.

L’italia torna quindi, con veste ufficiale, nella regione del Karakorum, per celebrare la conquista del ‘54, riproponendo, in chiave moderna, i valori e le sfide di quella grande avventura. Gli obiettivi della nuova spedizione, che vede in campo Cai, Inrm ed alcuni tra i migliori scalatori italiani, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, sono di carattere sportivo e scientifico. Il progetto, caratterizzato da un limitato impatto ambientale e volto alla promozione di iniziative di solidarietà e cooperazione in favore delle popolazione locali, prevede una duplice scalata al K2 – versante Sperone Abruzzi e versante Nord – nel periodo compreso tra 16 luglio e il 5 agosto 2004. Questa serie di salite sarà preceduta da un’altra sul monte Everest (8.846 m.), dal versante tibetano. La spedizione sul tetto del mondo avrà un’impronta prevalentemente scientifica, mentre le scalate sul K2 saranno maggiormente connotate in termini sportivo-alpinistici, con un’impresa senza l’uso di ossigeno.

“K2 è la montagna per definizione” ha sottolineato il Ministro Alemanno “e la sua conquista è tra le maggiori imprese italiane del secolo scorso: guadagnò al nostro Paese considerazione e ammirazione. L’immagine di Compagnoni e Lacedelli in vetta è stata, ed è tuttora, uno dei simboli della rinascita italiana del dopoguerra. Intendiamo ricordarla con l’azione sportiva, con iniziative scientifiche, culturali ed umanitarie, celebrando così i valori che la resero possibile. Come già fatto in occasione dell’anno internazionale delle montagne 2002” ha proseguito Alemanno “chiederò al Presidente della Repubblica, sempre attento alla valorizzazione della nostra identità nazionale, di donare alla spedizione, alla quale sarò onorato di partecipare, una piccozza col tricolore da portare sulla vetta”.