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La bella località di Macugnaga (m.1327 s.l.m. ) è situata all’estremità della Valle Anzasca, un piccolo angolo di Piemonte al confine con il Canton Vallese. Da qui il Monte Rosa appare come un’ immensa cattedrale di roccia e ghiaccio che spinge i suoi campanili fino a 4.634 metri di quota. Montagne himalayane talmente imponenti da intimidire o suscitare le più diverse sensazioni: “l’altare di Valpadana” lo definiva Eugenio Fasana; “il Macigno bianco” per Dino Campana.

TURISMO ALPINO A DIMENSIONE DI FAMIGLIA

A Macugnaga l’uomo ha saputo integrare le tradizioni etnico – culturali e architettoniche dei Walser con un’offerta turistica di valore. Una nuova storia, coerente fino in fondo con quella più antica che accompagna chi vive in questi luoghi, aiutata anche dalla sua felice ubicazione a soltanto 140 chilometri da Milano, da dove è raggiungibile percorrendo l’autostrada A8 dei Laghi e poi A26 fino a Gravellona Toce, proseguendo in superstrada fino a Piedimulera e salendo gli ultimi 25 chilometri di Valle Anzasca fino a Macugnaga. Da Varese solo 90 km, 105 da Novara, da Torino prendendo l’autostrada A4 direzione Milano e poi la A26 sono 180 i kilometri, mentre sono 270 da Genova sempre con l’autostrada A26. Queste brevi distanze fanno di Macugnaga una meta ideale per chi desidera vivere unamontagna vera a pochi chilometri da casa …. si prende l’auto fuori dall’ufficio il venerdì pomeriggio e si arriva ai piedi del Rosa per l’ora di cena, avendo una o due giornate complete a disposizione per riricaricare le batterie, in un ambiente famigliare, dove tutti conoscono tutti e i bambini si sentono grandi, perchè possono andare da soli a giocare in piazza con la slitta, il pallone o la bicicletta.

SCI PER TUTTI ALLA STAZIONE DI PECETTO BELVEDERE

Naturalmente a 1.327 metri si scia, qui sono attive: 3 seggiovie; 2 funivie; 4 ski-lift; 3 tapis roulant; 40 Km di piste, ….da quota 1.327 a quota 2.989. La zona della Seggiovia di Pecetto è innevata anche con neve programmata. I principianti qui possono cominciare con i maestri delle due scuole di sci: Macugnaga e Monte Rosa, salendo con i tapis roulant. Per quelli un po’ più abili invece ,ci sono le piste di Pecetto servite dalle seggiovie: una sale fino all’ alpe Burki a mt. 1700, mentre gli sciatori provetti  possono proseguire di quella che sale al Belvedere, a mt. 2.000. Qui le piste sono decisamente più impegnative e  lo spettacolo del ghiacciaio, e della sovrastante parete est del Monte Rosa, sono davvero emozionanti.

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SCI IN QUOTA AL MONTE MORO

Sul lato sud della valle ci sono le piste del Monte Moro mt. 2.989, alle quali si accede con due funivie. Il piccolo skilift San Pietro permette di sciare su una pista facile e soleggiata e anche di usufruire delle belle e divertenti attrezzature per lo snow-board, trampolini con inclinazioni diverse e musica per i giovani che dopo aver sciato o surfato si ritrovano la sera  al Bar Mignon per un aperitivo con musica dal vivo, oppure  nel centro del paese dove si trovano pizzerie, ristoranti, bar e confortevoli alberghi e residences. Al Monte Moro ci sono inoltre le piste del Lago, servite da uno skilift e quella del Ruppestein, servita da una seggiovia biposto. Da qui si può anche scendere per circa sette chilometri fino all’Alpe Bill usufruendo della classica pista del Monte Moro, oppure di quella della Meccia, e poi superbi fuori pista che oltre al bel sciare permettono di godere di una natura mozzafiato.

PANNITAGGIO, SCI DI FONDO E RACCHETTE DA NEVE

Chi non scia può pattinare, oppure rilassarsi nel suggestivo anello di fondo delle Frazioni che attraversa tutto il paese, da Borca a Pecetto tra boschi di conifere e timidi caprioli. Con le racchette da neve è possibile passeggiare in valle Quarazza fino al Lago delle Fate e oltre, al confine con la Val Sesia, in un ambiente ancora selvaggio. Ma anche gite in motoslitta o in heliski.

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MACUGNAGA, ESTATE ALPINA DA VIVERE, CON TREKKING E ALPINISMO

Ma Macugnaga è bella anche in estate, stagione in cui si può scalare in sicurezza salendo con le numerose e brave guide alpine. Se invece si vuole soltanto camminare non c’è che l’imbarazzo della scelta; tra i punti di forza ci sono il Sentiero Naturalistico del Rosa,15 km. in uno degli itinerari ambientali e paesaggistici più belli delle Api, un anello che permette di riscoprire antichi alpeggi, boschi secolari e pascoli solitari. Oltre metà  del percorso è inserito nell’Oasi di protezione faunistica, un autentico parco ricco di stambecchi, camosci, marmotte, caprioli e cervi. Oppure, il Trekking del Rosa che costituisce l’estremo segmento occidentale del Grande Sentiero Walser “Grosse Walserveg”, che parte dall’Austria e arriva a Zermatt collegando molte delle antiche comunità  di origine alemanna delle Alpi centrali. Si tratta di un tour che assicura la visione di quaranta quattromila a distanza ravvicinata, senza un eccesso di impegno fisico rispetto ad un trekking lungo circa una settimana. Sette valli e la predominanza quasi assoluta dell’ elemento Walser, alla scoperta di quelle che Horace Benedict de Saussure chiamava le minuzie dei particolari. Se poi camminare non piace, i sentieri possono essere percorsi a cavallo o in mountain-bike, con un ben organizzato Centro Sportivo con tre campi da tennis e di bocce, un campo da pallavolo e uno da calcio, dove le squadre possono allenarsi e ossigenarsi. Rafting, Kaiak e Pesca si possono praticare nel torrente Anza, infine una bella palestra di roccia completa l’offerta. Il Lago Maggiore, il Lago di Mergozzo e quello d’Orta sono raggiungibili in meno di un ora di auto e laggiù si può veleggiare o giocare a golf in un contesto mozzafiato!

CULLA DELLA CULTURA WALSER

Dopo le attività outdoor, merita una visita il Museo Casa Walser a Borca, una vecchia casa del 1600 dall’ architettura a “blockbau” perfettamente ristrutturata nella quale è possibile con una visita guidata scoprire l’affascinante mondo dei walser.

Altro luogo interessante è la Miniera aurifera della Guia che fino circa alla metà  del secolo scorso  ha prodotto oro e fu chiusa definitivamente nel 1961.

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Anche il Dorf, con la vecchia chiesa del 1200 attorniata dal piccolo cimitero e dalle antiche baite di legno e pietra,  è un luogo suggestivo e affascinante.

La storia dei walser di Macugnaga comincia proprio dal Vecchio Tiglio secolare “Alte Lindebaum” che è anche lo scrigno delle leggende della cultura walser. I bambini di Macugnaga, prima di Hansel e Gretel, di Cappuccetto Rosso o di  Biancaneve hanno conosciuto le favole dei “Gotwiarghi”

UNA MONTAGNA DI SAPORI

Per i più golosi infine, da provare la pasta alla macugnaghese, a base di patate, cipolle, formaggio e pancetta. Il violinoâ di camoscio o lo stufato di capriolo e polenta o i formaggi stagionati e le ricottine della latteria locale, ma anche i “œhruhtele”, dolcetti che ricordano i tortelli di carnevale, da gustare con i vini ossolani: il Valli Ossolane rosso, un assemblaggio di uve merlot e nebbiolo; il Valli Ossolane bianco, vino a base di Chardonnay;il Valli Ossolane nebbiolo ed il Valli Ossolane nebbiolo superiore, che prevedono una maggiore percentuale del vitigno da cui prendono il nome.

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UN PO’ DI STORIA

É del 16 agosto 1291 l’atto che contiene la prima citazione esplicita de communi ed hominibus de Macugnaga, ma è  sulla pergamena del 999, il documento più antico nella storia degli alpeggi alpini, che appare il nome di Macugnaga per la prima volta. Fondata dai walser, antichi colonizzatori Alemanni, nel XIII sec., il paese ha saputo mantenere nel tempo la dimensione e il fascino propri dei villaggi incontaminati. Tuttora è possibile passeggiare tra le antiche baite costruite con tecnica a incastro a Blockbau presenti in ogni frazione, oppure nel vecchio Dorf tra la Chiesa Vecchia, XIII sec., e il Tiglio secolare, la cui circonferenza di circa sette metri ci autorizza a ipotizzarlo coevo.

Dapprima sviluppando le sue potenzialità  agricole e minerarie, sono infatti famose le miniere aurifere di Pestarena, Macugnaga ha via via intrapreso la sua vocazione ultima, quella turistica, iniziata intorno al 1789 con la visita di Horace Benedict de Saussure, il naturalista ginevrino padre dell’alpinismo occidentale, al quale  seguirono poi Deodat de Dolomieu nel 1797 e molti altri celebri alpinisti, esploratori, pittori e viaggiatori, tra loro nel 1821 il pittore svizzero Gabriel Lory e lo scozzese William Brockedon, quindi Albert Schott 1841, James David Forbes 1843, solo per citarne alcuni. Verso la metà  del secolo, quando la guida alpina Franz Lochmatter si trasferì da Zermatt a Macugnaga dove rilevò la vecchia locanda Verra, comincia anche l’ospitalità  alberghiera e subito dopo si inaugura il nuovo Hotel Monte Moro, albergo che diventerà  un punto di riferimento per il turismo elitario dell’epoca. Sempre in quel periodo, il 1870, sboccia il grande alpinismo con Ferdinand Imseng e Mattia Zurbriggen, sarà proprio Imseng, il 22 luglio 1872 alle ore 15,30, a raggiungere, per primo nella storia dell’alpinismo, la vetta della Dufour, a quota 4.634 metri, la cima più alta del Monte Rosa, salendo la mitica parete est dal versante di Macugnaga

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