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La squadra franco-spagnola di  Killian Jornet Burgada- William Bon Mardion e Didier Blanc vince il Mezzalama 2011 "in volata" gli italiani Daniele Pedrini- Pietro Lanfranchi e Alain Seletto, primo dei valdostani.
I concorrenti al via sono stati 1080, 360 squadre, un record, ma anche il più alto numero di ritirati per il gran freddo sui quattromila del Monte Rosa; sorprendentemente tra di loro anche la squadra del Centro Sportivo Esercito di Denis Trento, Matteo Eydallin e Damiano Lenzi.

Delle otto edizioni della "moderna" maratona dei ghiacciai, che dal 1997 si corre ogni due anni da Cervinia a Gressoney, questa è probabilmente stata l'edizione più impegnativa, sia per gli atleti, sia per lo staff organizzatore. Questa volta più del solito si è fatto sentire il freddo, acuito sulla cresta del Castore dal vento da nord. «In alta quota avevamo dai 15 ai 20 gradi sottozero di freddo percepito,- dice la guida alpina Adriano Favre, direttore tecnico del Mezzalama – Una condizione abbastanza normale in alta montagna a metà primavera, ma indubbiamente più severa di altre edizioni. Forse simile a quella del 2003».

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Ha vinto la cordata franco-spagnola data più favorita alla vigilia di Kilian Jornet Burgada, William Bon Mardion e Didier Blanc in 4h 33' 58", battendo per soli 18 secondi rosicchiati nell'ultimo, breve tratto senza neve il terzetto dei lombardi Daniele Pedrini, Pietro Lanfranchi e del valdostano Alain Seletto. Sorprendenti terza la squadra formata dal giovane Michele Boscacci, valtellinese figlio del Graziano che vinse il Mezzalama del 2003 con Ivan Murada e Heinz Blatter, Robert Antonioli e lo spagnolo Marc Pinsach Rubirola. E poi altre sei squadre al di sotto delle 5 ore, a conferma di una gara molto combattuta. Jean Pellissier con Guido Giacomelli e Lorenzo Holznecht è giunto al traguardo settimo con venti minuti di ritardo sui primi.

L’esercito si rifà con la classifica femminile. Netta infatti la vittoria tra le donne della valdostana Gloriana Pellissier, caporale degli alpini, tornata alle gare dopo la seconda maternità, con le affiatate valtellinesi Francesca Martinelli e Roberta Pedranzini nel tempo di 5h 28' 36". Le italiane hanno preceduto di 3 minuti e 25" la squadra internazionale della francese Laetitia Roux, con la rivelazione spagnola Mireia Miro e la svizzera Nathalie Enzensperger. Con un abissale distacco di oltre un'ora sono terze Tatiana Locatelli, Laura Besseghini e Raffella Rossi con il tempo di 6h 33' 50".

Il tempo dei primi è stato di circa mezz’ora superiore al record fissato nel 2009 dagli alpini Matteo Eydallin e Denis Trento con Manfred Reichegger, ma il tracciato ha subito una sensibile variazione sul Naso del Lyskamm, decisa da Favre, per far fronte alle peggiorate condizioni del passaggio tradizionale, divenuto un muro di ghiaccio.

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Anche grazie alla gratuità degli impianti di Cervinia e Gressoney la gara è stata seguita da un pubblico senza precedenti: quasi duemila spettatori tra Plateau Rosa e il Colle del Breithorn nella fase iniziale e moltissimi scialpianisti nella zona della Capanna Gnifetti a seguire la fase finale.

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