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Monte Bianco e Cervino a numero chiuso? Per il Monte Bianco non si tratta di un permesso a pagamento, ma di un controllo dell’afflusso dalla via normale francese, la Voie royale, considerata la più facile, sebbene sia anche la più pericolosa dal punto di vista oggettivo, per le scariche di pietre nel canalone del Goûter, dove dal 1990 ad oggi sono morti un centinaio di alpinisti. La Prefettura dell’Alta Savoia (Francia), dopo sei mesi di confronto con i professionisti della montagna, ha introdotto delle regole precise: dal 24 maggio la scalata sarà possibile solo se in possesso di una prenotazione in uno dei tre rifugi lungo l’itinerario — il Goûter (120 posti), il Tête Rousse (74) e il Nid d’Aigle (20) — o nell’area campeggio di Tête Rousse (40 posti). A garantire il rispetto delle regole sarà la gendarmeria di Chamonix e le sanzioni ai trasgressori saranno pesanti: dalle azioni penali per reati ambientali con condanne fino a due anni di carcere e 300.000 euro di multa, alle ammende amministrative fino a 15.000 euro. Leggi anche l’articolo Permesso per salire sul monte bianco

I costi dell’ascensione devono prevedere quindi i 100 euro di pernottamento e, apparentemente, nessuno potrà permettersi di salire di corsa in vetta al Monte Bianco da Chamonix in giornata. A questi si deve aggiungere il costo della guida alpina, perché i posti nei rifugi sono stati prenotati in anticipo dalle Società delle guide e dalle agenzie specializzate che hanno un accesso privilegiato e gli alpinisti autonomi hanno scarse probabilità di trovare un posto.

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La stessa cosa si va delineando per il Cervino, perché le guide alpine del Cervino stanno pensando a regolamentare l’accesso alla Capanna Carrel, tappa quasi obbligata per l’ascensione dalla via normale del versante italiano. Secondo Flavio Bich, presidente della Società delle guide alpine del Cervino, si arriverà alla necessità della prenotazione del posto alla Capanna Carrel, attraverso la Società stessa, proprietaria del bivacco, e sarà creato un regolamento interno per turni di presidio della capanna, da metà luglio a fine agosto, da parte delle guide alpine. Gli Svizzeri hanno risolto il problema creando una sorta di sbarramento finanziario, perché i prezzi del soggiorno alla capanna dell’Hornli sono lievitati negli ultimi anni. I costi elevati della Svizzera hanno verosimilmente indotto molti a scalare il Cervino dal versante italiano. E i sette morti dal versante italiano della scorsa estate sono un indice dei pericoli del sovraffollamento.

Alba sul Cervino

«Le guide alpine rispettano le normative delle autorità in fatto di limitazioni. — ha affermato Pietro Giglio, presidente delle guide alpine italiane nonché di quelle valdostane — E’ vero che le costituzioni degli Stati europei garantiscono la libertà di movimento sul territorio, ma elencano anche delle limitazioni come quella della sicurezza e quando si tratta di Monte Bianco e Cervino ben vengano queste limitazioni. Quando si creano icone come il Monte Bianco e il Cervino si va inevitabilmente incontro a queste problematiche. Si deve modificare l’immaginario collettivo della montagna, per far capire che ci sono altre vette belle da scalare sulle Alpi».

La prefettura dell’Alta Savoia ha infine annunciato che verrà aumentata la sicurezza del couloir del Goûter. Per anni si era parlato di un ponte tibetano o addirittura di una galleria, ma sembra che ci saranno solo alcuni segnali luminosi. L’idea di attrezzare una via alternativa di accesso, la variante 192 della Guida vallot, da anni proposta da Luciano Ratto del Club 4000, non sembra sia stata presa in considerazione.