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Sono state rinviate a data da destinarsi le prenotazioni per la prossima stagione estiva per il Rifugio del Goûter, affiliato alla Federazione francese dei Club alpini e di montagna – FFCAM, tappa lungo la via normale del Monte Bianco dal versante francese. Si sarebbero dovute aprire il 15 gennaio, ma come si apprende dal sito Internet del rifugio, una lettera della Prefettura dell’Alta Savoia, ricevuta dal FFCAM il 14 gennaio 2019, detta nuove direttive per le prenotazioni sulla via normale al Monte Bianco. Tali direttive impongono la raccolta dei dati completi delle persone che prenotano e la loro qualifica professionale (guida con numero di carta professionale o EPC – European professional card, aspirante guida, altro). Non potendo soddisfare tale esigenza il FFCAM ha deciso di rinviare l’inizio delle prenotazioni.

Nel settembre dello scorso anno Jean-Marc Peillex, sindaco di Saint-Gervais nel cui territorio si trova la vetta del Monte Bianco, il prefetto dell’Alta Savoia e altri enti interessati, dalla gendarmeria alle guide alpine al club alpino francese, avevano deciso in una riunione congiunta che dal 2019 sarebbe servito un “permesso” per poter salire sul Monte Bianco lungo la via normale francese del Goûter, la più frequentata. L’idea era di imporre una quota massima di 214 alpinisti al giorno, pari ai posti letto del rifugio del Goûter, dove la prenotazione è obbligatoria. Nel mondo alpinistico c’era stata una levata di scudi contro questa idea, a cominciare dal sindaco e dalle guide della confinante Chamonix, che si erano detti contrari. Anche le guide valdostane avevano espresso il loro disappunto benché le ascensioni dalla via “normale” italiana o dai Trois Mont Blancs non avessero limitazioni.

Ecco quindi arrivare nuove direttive per le prenotazioni al rifugio del Goûter. Potrebbero suonare premonitrici dell’annuncio della regolamentazione delle ascensioni ed è attesa una conferenza stampa della Prefettura dell’Alta Savoia a metà febbraio. Dietro la regolamentazione c’è però una questione legale quanto mai delicata, perché la costituzione francese garantisce libero accesso agli spazi pubblici, compresa la vetta del Monte Bianco.

L’ascensione del Monte Bianco per la via del Goûter non richiede una grande esperienza alpinistica, ma contempla un tratto, lungo il sentiero per arrivare al rifugio, che è stato definito “la roulette russa dell’ascensione al Monte Bianco”. Dati alla mano il canalone del Goûter è il punto più pericoloso di tutto il massiccio del Monte Bianco. Dalle statistiche, elaborate solo a partire dal 1990, il suo attraversamento fa registrare una media annuale di dodici incidenti, quattro morti  e otto feriti. Luciano Ratto, fondatore del “Club 4000”, tra i primi ad aver scalato tutti i Quattromila delle Alpi, da anni si scaglia contro la pericolosità del canalone del Goûter, e sulle cure, da lui giudicate palliative, come la regolamentazione degli accessi. «Cosa è stato fatto se non posare un cavo di sicurezza nel punto di attraversamento, cavo che non protegge certo dalla caduta di massi di cospicue dimensioni? -si interroga Luciano Ratto – Anzi è stato ricostruito a nuovo il rifugio del Goûter, nonostante la pericolosità della via di accesso». Da anni Luciano Ratto propone come soluzione alternativa di attrezzare, sul modello di una ferrata, una via sulla costola destra orografica del canalone, (peraltro suggerita come “variante 192” anche dalla Guida Vallot, a pagina 111), a suo giudizio una soluzione veramente curativa, poco costosa e impattante, ma per il momento mai presa in considerazione dai francesi.

Monte Bianco: la via del Goûter la più pericolosa delle Alpi