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la locandina ufficiale del Cervino Film Festival 2006E’ partita bene la nona edizione del Cervino International Film Festival. Ricco il paniere dei film e dei documentari in concorso, come numerosi son gli eventi speciali, tanto che, come dice la direttice Valeriana Rosso, il concorso finisce per risultare quasi ancillare

rispetto alle altre iniziative.



Il punto di forza di Cervinia, che è quello di proporre film premiati nelle altre manifestazioni analoghe, consente a questo piccolo festival di presentarsi in partenza con un buon livello qualitativo medio il che, in un settore molto di nicchia come quello del cinema di montagna, costituisce un ottimo elemento di attrattività.



Ci sentiamo di segnalare un film e un dcumentario. Il primo è ‘Kangchenjunga: historia de un superviviente’, del regista spagnolo Josè Manuel Herraiz, già aiuto regista di Bigas Luna. Il film ha vinto il primo premio al Festival di Torellò lo scorso anno. E’ la storia della drammatica discesa dalla terza montagna più alta del

pianeta di Carlos Pauner, alpinista spagnolo che viene dato per disperso ma riesce infine avventurosamente a rientrare al campo base in circostanze terribili. Il film è essenziale, sobrio, non lascia spazio alla retorica ed è capace di emozionare.



Il documentario è ‘Cesarino e i colori della vita’. Nonostante sia abbondante la filmografia sull’alpinista/contadino/imprenditore trentino Cesarino Fava, nato a Malè, dove è ritornato dopo un lungo soggiorno in Argentina, il racconto della sua

vita non cessa di avvincere e di trasmettere una fantastica carica vitale. Il documentario presentato ieri a Cervinia è girato da Gianluigi Quarti e Tiziano Zamboni per la Televisione della Svizzara Italiana. E’ girato con mestiere, equilibrato e televisivamente molto efficace. La figura di Cesarino Fava riempie lo schermo per grande parte del documentario, ma senza sbavature o ridondanza narrative. Le riprese a corredo non sono sempre originali ma sono realizzate con cura. Insomma un buon documentario.