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La prima è stata ricollocata sulla guglia granitica lo scorso 23 settembre. L’ha trasportata a spalle fino in cima un gruppo di guide di Courmayeur, composto da Armando Chanoine con il figlio Jean Marc, Giulio Signò, Matteo Pellin con l'aspirante guida francese Jeff Robin, Alessandro Ollier, André Grivel, Christian Cesa e Corrado Luisi, coadiuvati dalle guide del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Courmayeur e Cervinia Delfino Viglione, Luca Acomazzo e Roberto Ferraris.

La statua è stata completamente rifatta: si tratta infatti di una riproduzione in bronzo della precedente in lega d’alluminio, molto più leggera. L’attuale pesa infatti quasi 60 chilogrammi, ma per continuare la tradizione e conservare lo stile dei predecessori, nonostante la difficoltà di trasportare un peso simile sulle placche verticali del Dente, le guide alpine della Società di Courmayeur hanno utilizzato l’elicottero solo per il trasporto fino alla base della parete. Alla guida degli elicotteri delle ditte Pellissier e Helop c’erano Alessandro Pellissier e altre due guide alpine, Valerio Folco e Alessandro Busca, mentre Luca Grivel ha coordinato le operazioni via radio.

Scaricati gli uomini e la statua alla “Gengiva” del Dente, la Madonnina è stata assicurata su un “bastino” e le mani sono state protette da imbottiture. Le guide si sono alternate nel trasporto sulle placche della via normale, aiutandosi a vicenda con corde supplementari per bilanciare e alleggerire il fardello sulle spalle del portatore di turno. Infine la statua è stata imbullonata sul basamento, rifatto in precedenza. Le condizioni meteo dell’ultimo giorno d’estate sono state ottime e hanno permesso lo svolgimento in sicurezza dell’intera operazione, che è stata supportata economicamente dell’associazione “Amici delle guide di Courmayeur” .

La Madonnina del Monte Avic è invece tornata al suo posto il 18 settembre. La statua era stata trasportata a valle all’inizio dell’estate con l’elicottero, per salvarla da una caduta quasi scontata. Il basamento in cemento, deterioratosi nel corso degli anni, era infatti ormai traballante. La statua in lega d'alluminio era stata donata dalla mamma di Ermo Noro, socio della “Giovane Montagna” di Ivrea, caduto sulle montagne della Val di Susa nel settembre del 1956. Fu portata in vetta da alcuni amici dello scomparso il 29 settembre del 1957. Sulla Rivista “La giovane montagna” era stato pubblicato il resoconto del trasporto che aveva impegnato una decina di persone.
La Madonnina, dopo essere stata accuratamente ripulita e con il basamento rifatto, è tornata al suo posto con un volo di elicottero e un gruppo di alpinisti è salito in vetta a renderle omaggio. Hanno collaborato al restauro e alla posa l’amministrazione comunale di Champdepraz, il Parco Regionale del Mont Avic, il Cai di Verrès, il gruppo alpini di Champdepraz e gli “Amici della montagna”.

In concomitanza con la posa della statua lo scialpinista Denis Brunod, che è residente a Champdepraz,  è salito di corsa fino in vetta dal canalone del Lago Gelato e quindi dalla Cresta Ovest, un itinerario diverso da quello seguito nel 2007, con il tempo di 1 ora e 13 minuti.