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Il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron giovedì scorso 13 febbraio si è recato al capezzale del moribondo ghiacciaio della Mer de Glace, uno dei ghiacciai più imponenti del massiccio del Monte Bianco, per annunciare la svolta ecologica del suo quinquennato.

Nella foto il presidente francese Emmanuel Macron tra Christian Jaquier, a sinistra, e Olivier Greber, della Compagnie des guides di Chamonix Mont – Blanc.

Dopo aver riunito il Consiglio della difesa ecologica mercoledì mattina, il presidente Macron ha trascorso la notte nel rifugio di Montanvers, all’arrivo del trenino omonimo, un Grand Hotel più che un rifugio di montagna, a 1913 metri di quota, con vista spettacolare sul ghiacciaio della Mer de Glace. La sua immagine del giorno successivo con lo sfondo del ghiacciaio ha fatto il giro del mondo. La presenza di Macron in visita alla Mer de Glace ha indubbiamente richiamato l’attenzione sugli effetti dei cambiamenti climatici: l’enorme serpente di ghiaccio si ritira di otto/dieci metri all’anno e dal 1850 ha perso circa due chilometri di lunghezza per non parlare della riduzione di spessore, di circa cento metri.

Il glaciologo Luc Moreau ha guidato il presidente alla grotta di ghiaccio e ha sottolineato che adesso si vedono gli effetti delle “non – decisioni” prese a livello politico in passato.

Il presidente Macron, al ritorno a Chamonix, a fine mattinata, ha definito l’urgenza climatica “la battaglia del secolo”, strettamente collegata alla lotta per la biodiversità. Proprio per la biodiversità Emmanuel Macron ha istituito per l’occasione l’Office français de la biodiversité (OFB) che si occuperà della creazione di nuovi parchi naturali, compreso quello a protezione del Monte Bianco.

A Chamonix il presidente francese è stato ricevuto dalle guide di Chamonix e da Christian Jaquier, presidente del sindacato francese delle guide di montagna e a ricordo della giornata è stato omaggiato di una piccozza storica della Grivel, con il suo nome impresso sul manico di legno (vedi foto).

Non sono neppure mancate le critiche. Il giornalista François Ruffin, deputato della sinistra radicale, ha chiesto a Macron «misure strutturali affinché ci siano meno gas serra». Secondo Ruffin è necessario ridurre i camion che attraversano il Monte Bianco, ma Macron nel suo mandato non ha preso alcune misure in termini di trasporto su rotaie.