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Questa la proposta di Luca Mercalli, il noto climatologo presidente della Società Meteorologica Subalpina, contenuta nel volume “Cambiamenti climatici in Valle d’Aosta”, recentemente presentato ad Aosta. Alla ricerca ha partecipato anche Daniele Cat Berro, collaboratore di Discoveryalps.



Che i cosiddetti “gas ad effetto serra” siano in rapido aumento dall’avvento dell’era industriale e abbiano subito un’ulteriore impennata negli ultimi due decenni è un dato ormai incontrovertibile. La conseguenza più evidente è l’aumento della temperatura media globale del pianeta e questo riscaldamento mostra intensità, rapidità e estensione spaziale non spiegabili con la naturale variabilità del clima: le attività dell’uomo ne sono i principali responsabili.



I modelli climatici prevedono un ulteriore aumento nei prossimi cento anni, aumento variabile a seconda dei possibili interventi di riduzione delle emissioni nell’atmosfera. Anche lo scenario più ottimistico, per la Valle d’Aosta prevede comunque un ulteriore aumento, niente affatto trascurabile, di 1,5°C in estate. Le variazioni climatiche già verificatesi e quelle in previsione avranno degli effetti, sia positivi, sia negativi, nei diversi settori dell’economia (agricoltura, turismo, industria), sull’ambiente, sul territorio, sulla salute. Se le stazioni di sci al di sotto dei 2000 metri sono destinate all’estinzione, la valle d’Aosta potrebbe però diventare “riserva di frescura estiva” da vendere, con lo sviluppo di un turismo “quattro stagioni”.



Lo studio sui cambiamenti climatici propone anche una serie di azioni da attuare subito, a vari livelli: risparmio energetico, utilizzo di energie rinnovabili, ottimizzazione dell’uso dell’acqua, gestione dei trasporti e dei rifiuti. Proprio le strategie di risparmio energetico, non solo in termini di utilizzo di energie rinnovabili, ma soprattutto in termini di isolamento degli edifici e di un uso efficiente e razionale dell’energia saranno il punto cardine su cui l’amministrazione regionale dovrà confrontarsi. Sono allo studio incentivazioni di tecniche costruttive che prevedano un maggior isolamento termico, la razionalizzazione dei trasporti pubblici, misure per il traffico internazionale e l’utilizzo dell’acqua, vera ricchezza per l’agricoltura, per la produzione di energia, per il turismo.



Oriana Pecchio