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Si avvicina l’estate e la conca ampezzana si prepara ad accogliere gli ospiti con diverse esigenze e aspettative rispetto a quelle dei mesi invernali. Di certo gli appassionati del golf che saliranno a Cortina non vedono l’ora di vedere realizzato il nuovo campo da 18 buche, “costretti” fino ad oggi ad accontentarsi del piccolo campo dell’Hotel Miramonti che non ha permesso alla località di essere annoverata tra le regine del golf europeo. Tuttavia le esigenze dei golfisti si scontrano con alcuni problemi ambientali, poiché il nuovo campo è previsto in un’area di particolare interesse ambientale. In pericolo è il bosco di Fraina Noulù a pochi centinaia di metri dal centro di Cortina d’Ampezzo. Il progetto è stato approvato del comune, ma incontra, fra le altre, le opposizioni dei proprietari dei terreni su cui dovrebbe sorgere.

Promotore è l’Associazione Golf Cortina s.r.l., attraverso l’ex presidente Giovanni Dibona, che ha presentato in comune un progetto per la realizzazione di un percorso golfistico di 18 buche su 66 ettari nell’ampia zona di Fraina, compresa fra l’Hotel Miramonti e l’Hotel Cristallo. Il progetto prevede l’occupazione di 54,296 mq di bosco regoliero e di 61 ettari di terreno privato. I movimenti di terra saranno notevoli: solo su terreno regoliero si prevedono scavi per 28.305 mc, in zona a rischio idrogeologico, con taglio di 2.080 alberi d’alto fusto, per un totale di 1.314,62 mc. di legname stimato. Le specie tagliate saranno soprattutto di larice (874 piante/792 mc.), pianta d’elite in alta montagna, pioniera e consolidatrice del suolo. Non ben definita appare la sorte dei restanti 61 ettari di terra di proprietà privata…

Lo scorso settembre l’Assemblea straordinaria delle Regole di Cortina ha dato un primo via libera non senza perplessità. Vengono concessi in gestione 5 ettari di terreno regoliero, per la durata di 30 anni all’associazione Golf Cortina, e in questa terra dovrebbe venir edificata per un volume massimo di 3000 mc. con altezza di 2 piani compreso il sottotetto,la Club House. Sono anche previsti parcheggi per una misura complessiva di almeno 150 posti auto e manufatti vari. Le Regole chiedono di rispettare il principio del minimo impatto ambientale sui loro terreni, in seguito all’affermazione del presidente delle Regole Cesare Lacedelli, che ‘per mantenere il green verrà fatto uso di sostanze chimiche’. Ma il campo che sta per essere costruito sta agitando da mesi gli ambientalisti della valle, da poco tempo organizzati nel comitato “Emergenza difesa terra”, coordinato da Andrea Attori e Marina Lecis e sorto “per salvaguardare e tutelare un territorio situato nelle Dolomiti orientali ai piedi del Faloria nella nota località di Cortina, minacciato dalla realizzazione di un campo da gold a 18 buche”.

Enza Alverà, esponente ‘verde’, spiega: “Quella di Fraina è una zona ancora incontaminata e ci saranno centinaia di alberi abbattuti, sbancamenti, drenaggi, canalizzazioni, recinzioni. Gli abitanti della zona dovranno dimenticarsi quei boschi per lasciare il posto a una ristretta cerchia di giocatori”. Poi dice che per quel campo gli ecologisti avevano proposto aree più adatte: “Potevano utilizzare la zona di Fiames, quella del vecchio aeroporto: avrebbero rivitalizzato un’area abbandonata. Ma c’erano anche i prati di Socrepes e Mietres, già sottoposti a vincoli sportivi: zone ampie, soleggiate, poco boscose e ricche di infrastrutture”.

In prima fila nella battaglia in favore del bosco di Cortina c’era anche lo scomparso Leonardo Mondadori, proprietario di una casa a pochi metri dal futuro campo: “Mi preoccupa l’idea di vedere rimpiazzare alberi e animali da auto e giocatori”, lamentava. Certo non sarà facile fermare il progetto, per due motivi: il primo è che il campo ha ottenuto l’insperato via libera delle Regole d’Ampezzo, l’antica istituzione che governa l’uso collettivo di gran parte del territorio della valle; il secondo è che l’Associazione golf Cortina annovera tra i suoi soci nomi come quelli di Guido Barilla e Giuseppe Gazzoni Frascara. O sponsor come Paolo Fresco, cortinese d’adozione e assiduo praticante dei green. In un’intervista il presidente della Fiat aveva detto: “A un grande appassionato di golf come me Cortina non offre tanto: il paese potrebbe trarre grossi vantaggi incrementando questo tipo di turismo”.

Detto, fatto: il progetto del re mondiale dei green Peter Harradine (un eccentrico architetto di giardini che si divide tra Dubai e la Svizzera) è finito sul tavolo del collega Silvio Bernardi (è lui che ha ristrutturato la casa dell’amico Fresco), ampezzano doc e buon giocatore: “Non siamo nemici dell’ambiente: probabilmente il parcheggio sarà interrato e non ci saranno speculazioni. Inoltre rispetteremo le indicazioni dei manuali per i campi da golf ecologici”, assicura quest’ultimo. “Per realizzarlo abbiamo consultato tecnici ambientali e geologi. E quella di Fraina è senza dubbio la zona più adatta, anche perché risaneremo una zona acquitrinosa”, aggiunge Giovanni Dibona, ex campione di sci e presidente del comitato promotore.

Favorevole alle buche anche il sindaco Paolo Franceschi, golfista pure lui, che negli anni Novanta, da assessore, aveva fatto allestire un campo pratica in una zona che ora i Verdi propongono come alternativa a Fraina: “Chi consiglia di spostare il green in realtà cerca di far naufragare il progetto, mentre tutti gli operatori economici della città sono d’accordo: il golf è un’occasione imperdibile per allungare la stagione turistica”. Non ne sembra così convinto Dino Fava, socio ampezzano della Cipra (Commissione internazionale protezione regioni alpine): “Secondo le nostre analisi, i campi da golf di montagna non hanno ricadute economiche sulla popolazione residente”. Infatti il comitato promotore non ha ancora convinto ad affittare i propri terreni alcuni dei 150 proprietari che si dividono i sei ettari di bosco su cui dovrebbe nascere il campo. “In realtà non hanno neppure le concessioni per le nove buche”. “E sono convinta che non le otterranno”, giura Enza Alverà.

In nome di funghi e mirtilli, ma anche di una natura non plastificata…