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La bella stagione bussa alle porte e in Val di Fiemme la vacanza si libera dall'auto e si avvicina alla natura grazie all’iniziativa “Parchi da vivere – Naturalmente Bellamonte”. La località è una vera e propria culla verde, ubicata a quota 1.400, in un paesaggio costellato da prati e baite, nel Parco Naturale di Paneveggio, al cospetto delle Pale di San Martino, massiccio tra i più spettacolari delle Dolomiti. Nella vicina località Carigole, in un anfiteatro naturale di rara bellezza, hanno suonato artisti come Uto Ughi e Giovanni Allevi per la rassegna “I Suoni delle Dolomiti”; a soli 7 km si trova il centro abitato di Predazzo.

Il sistema integrato di mobilità eco-compatibile del progetto “Parchi da vivere – Naturalmente Bellamonte” offre la possibilità di dimenticare l’automobile per tutta la durata della vacanza. Per quattro giorni a settimana entrano in funzioni navette gratuite che accompagnano al Parco Naturale di Paneveggio-Pale di San Martino, a Predazzo e agli impianti di risalita Latemar di Predazzo e Castelir di Bellamonte.

Il programma settimanale di attività proposto è ricco e variegato e propone, a sportivi e famiglie, una serie di camminate nella natura, per esplorare luoghi ricchi di fascino e cultura; imperdibili i gustosi pranzi tipici in baita!

C'è anche un percorso sensoriale. Affidarsi alla natura e sentirsi accolti. Passeggiare a piedi nudi su erba, legno, corteccia, pietra, ciottoli, ghiaia e sabbia. Riattivare la circolazione sanguigna e ampliare la percezione della natura, anche con una benda sugli occhi. Sentire il profumo dell’erba e il calore del sole sul viso. Ascoltare il fruscio del vento tra gli abeti. Tutte queste esperienze sensoriali possono essere vissute lungo il tracciato di nordic walking tra i prati di Bellamonte, dove sono stati istallati:

  • materiali naturali di diversa consistenza per stimolare la circolazione sanguigna secondo il metodo Kneipp;
  • sezioni di tronchi come un morbido tappeto naturale;
  • pietre distanziate per stimolare l’equilibrio.

…. e prima di rimettere le scarpe si affondano i piedi in una morbida torbiera dove l’acqua arriva al ginocchio: l’immersione nella natura, a questo punto, diventa un totale abbandono, una carezza sul cuore.

I dettagli dell'offerta (programmi, condizioni e costi):

Per maggiori informazioni si consiglia di contattare gli uffici della APT Val di Fiemme, tramite i riferimenti sotto indicati.

Bellamonte, patria del fieno: conosciamola meglio.
Piccola frazione tra Predazzo e il Parco di Paneveggio-Pale di San Martino, si estende lungo un altopiano soleggiato dal quale si può ammirare un paesaggio mozzafiato, dominato dalle svettanti Pale di San Martino e la misteriosa Catena del Lagorai.
Originariamente, il nome della località era “la monte del fieno”. Dalla gente del posto veniva chiamato “la monte”, al femminile. In seguito, al nome tradizionale è stato aggiunto l’attributo “bella”.
Un tempo Bellamonte era un immenso lariceto, in seguito gli alberi vennero abbattuti per lasciar posto alla meravigliosa prateria punteggiata di antichi fienili che ancora oggi è possibile ammirare.
Non è possibile stabilire di chi sia stata inizialmente la proprietà dei terreni. Probabilmente la maggior parte spettava alla Comunità di Fiemme, con godimento delle Regole (gli antichi Comuni) a rotazione, ma presto sono comparsi come proprietari molti privati della Regola di Tesero. Negli ultimi duecento anni questa località è entrata a far parte del Comune di Predazzo.
La giornata dei contadini iniziava all’alba con la speranza che il sole li accompagnasse per tutto il giorno lavorativo. I “siegadori” passavano dalle quattro alle sei ore a falciare, mentre le “rasteladore” (rastrellatrici) aiutavano gli uomini durante la raccolta. Il lavoro era faticoso perché, molto  spesso, durante il pomeriggio scoppiavano improvvisi ma brevi temporali.
Quando il fieno si era seccato, veniva deposto nel “tabià”, facendo attenzione che durante la fermentazione non si creassero muffe o eventuali autocombustioni. Infine, era compito del carrettiere trasportare il fieno a valle per i mesi invernali.

Fonti: “BELLAMONTE E I SUOI TABIAI”
di Laura Castellani Piazza
LONGO EDITORE – stampa nel 1985

Articolo pubbliredazionale