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Nella comunità geografica Valtellina c’è da qualche mese uno degli instant poll di DiscoveryAlps più votati di sempre, anzi forse il più votato: ca. 8.500 SÌ e 7.500 NO. Il sondaggio è il seguente: Pensi che gli effetti benefici dei Mondiali di sci 2005, come affermato dai politici regionali e provinciali, saranno estesi e tangibili per tutta la provincia di Sondrio? Abbiamo interpellato due personaggi che nel merito ne sanno qualcosa, Maurizio Bosoni, ex sindaco di Aprica dal ’90 al 2004, oltre che operatore commerciale, e Alberto Negri, direttore della Scuola Italiana Sci e Snowboard della stessa località.



Com’è partita la stagione invernale dal punto di vista sciistico?



BOSONI. La stagione estiva da noi è sempre stata un trampolino di lancio per l’inverno successivo, dato che i turisti possono toccare con mano quello che si è fatto e si sta facendo per stare al passo con la concorrenza (Aprica, caso più unico che raro, ha avuto nel corso dell’estate 2004 un significativo aumento delle presenze alberghiere, N.d.R.). Il ripristino alla grande della skiarea del Baradello, con l’aggiornamento del Palabione e della Magnolta, riporta la località ai livelli storici di competitività degli anni ’70-’80, sia in termini di chilometri sciabili, sia per la qualità delle dotazioni, totalmente ammodernate.



NEGRI. Aprica è stata quest’anno una delle poche stazioni fortunate, avendo avuto la possibilità di sciare sulle piste fino in paese dall’inizio della stagione grazie all’abbondante nevicata di fine novembre. Attualmente, date le temperature, si sta integrando e migliorando il fondo dei tracciati nella parte bassa in attesa del grande afflusso degli sciatori per Natale-Capodanno.



Cosa pensa della grande partecipazione al sondaggio di DiscoveryAlps?



BOSONI. Conferma in toto il mio pensiero sull’effetto Mondiali, ossia che se la preparazione all’evento fosse stata gestita mediaticamente in modo più efficace i risultati sarebbero stati diversi, perché c’è continuamente fame di notizie attorno ad eventi eccezionali come un campionato del mondo di qualsiasi specialità.



NEGRI. È sicuramente indice di un interesse e partecipazione da parte degli appassionati della neve che va oltre ogni aspettativa ed è una conferma che un pubblico sempre più numeroso utilizza mezzi di informazione tecnologici.



Nel merito, come vede dal Suo qualificato punto di osservazione la questione?



BOSONI. Per la verità, da quando la comunicazione stampa è stata affidata al prof. Brevini le cose sono in parte cambiate. Purtroppo nessuno fa i miracoli e quanto succede da qualche mese a questa parte non fa che confermare tutte le mie perplessità, esternate a tutti i livelli e in tutte le occasioni possibili.



NEGRI. Rispondo alla domanda dell’instant poll dicendo che qualche vantaggio, non foss’altro che di immagine, i Mondiali di Bormio dovrebbero portarlo a tutta la Valtellina; per esempio si parla di più della nostra inadeguata situazione viabilistica e almeno le promesse di affrontarla concretamente sono state fatte ai più alti livelli.



Che cosa si possono aspettare dall’evento le stazioni sciistiche valtellinesi non dell’alta valle?



BOSONI. Che cosa potranno avere le stazioni non coinvolte direttamente si saprà solo con il tempo. A tutt’oggi poco o niente, perché le strade che portano in Valtellina, la 38 e la 39, segnano il passo; le infrastrutture a livello provinciale non sono state realizzate e di pubblicità si è visto ben poco. È mancata una regia provinciale – non per colpa dell’Ente – affinché gli sforzi in termini di investimenti e di propaganda fossero spalmati su tutto il territorio. Ciò non è stato fatto, quindi i benefici rimarranno esclusivamente riservati alle stazioni che ospiteranno i Mondiali, in quanto solo là sono stati fatti investimenti di notevole entità e c’è il rischio che questi accentuino il gap di competitività. Per quanto riguarda Aprica, l’amministrazione che si è insediata a giugno, con un gesto di grande buonismo ha fatto una scelta opposta a quella della mia amministrazione ed è riuscita a portare a casa qualche briciola. Vedi il Road Show, la Porta dei Mondiali che si sta allestendo in questi giorni (andava fatta 5 anni fa), l’ospitalità e gli allenamenti delle squadre minori (Cina, Corea, Giappone, Paesi dell’Est, ecc.). Penso che questa scelta abbia una possibilità di ritorno solo se ci sarà un significativo sforzo pubblicitario in quelle nazioni.



NEGRI. Le stazioni non direttamente interessate dall’evento avranno comunque di riflesso un minimo di beneficio. Dovranno però trovare le strategie giuste per sfruttare al meglio l’occasione. Aprica, come stazione “meno lontana” delle altre dalla zona di svolgimento delle gare iridate è stata inoltre scelta per dare ospitalità e fornire le piste per gli allenamenti alle 17 cosiddette small nations. Certo i Mondiali sono soprattutto un affare dell’alta valle, che li ha voluti e se li è meritati. Anche se la torta la mangeranno altri, noi accontentiamoci, per ora, almeno delle briciole.



Aprica riuscirà a Suo parere a vincere la sfida e a tenere il passo negli anni a venire?



BOSONI. Come ho già detto, con il ritorno al completamento del comprensorio sciistico, Aprica si appresta ad avere tutte le carte in regola per esprimere compiutamente le grandi potenzialità inespresse nel recente passato. Con i suoi 1300 metri di dislivello, piste e campi scuola per tutte le categorie di sciatori, un paese a 1200 m. di quota, le sue tradizioni, la sua cultura, le sue capacità organizzative, con una ripresa di coscienza dei suoi operatori, Aprica non avrà difficoltà a tenere il passo della concorrenza e ad ottenere grandi soddisfazioni.



NEGRI. Aprica, se riuscirà a creare un’efficiente struttura per l’informazione, la pubblicità e la vendita del prodotto, unendo le componenti (servizi, alberghi, impianti, negozi, ecc.) in un consorzio turistico con una buona guida e continuando nello sforzo finanziario per il potenziamento degli impianti di risalita che per l’inverno sono la componente più importante (seguendo l’esempio “Baradello 2000”), sono convinto che riuscirà a ritornare ai vertici nazionali della vacanza.